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Malesia, violenze islamiche in difesa di Allah

Inserita il 9/1/2010 alle 12:04 nella categoria: Rassegna Stampa

KUALA LUMPUR - La notte dell’8 gennaio, alla periferia di Kuala Lumpur, in Malesia, tre chiese cristiane sono state gravemente danneggiate con ordigni incendiari. Fortunatamente non sono state riportate né vittime, né feriti. L’attacco più duro è avvenuto intorno alla mezzanotte contro l’edificio che ospita la chiesa protestante Metro Tabernacle Church, il cui primo piano è stato distrutto da un incendio causato da materiale infiammabile gettato all’interno. Non lontano da Kuala Lumpur, bombe Molotov sono state lanciate contro la Protestant Life Chapel Church e la Chiesa Cattolica dell’Assunzione a Petaling Jaya. Non hanno provocato gravi problemi.

Il premier malese Najib Razak ha dichiarato preoccupato “vogliono distruggere l’armonia del nostro Paese” e ha promesso che “il governo prenderà tutti i provvedimenti necessari per impedire atti del genere”. Ha inoltre dato ordini alla polizia locale di rafforzare le misure di sicurezza riguardo alle chiese. In tutta risposta il capo della forza armata, Musa Hassan, ha immediatamente disposto il proprio esercito per proteggere le chiese in vista di future manifestazioni da parte dei gruppi musulmani.

La causa scatenante di questi attacchi risale al 31 dicembre scorso, quando una sentenza dell’Alta Corte ha concesso a un giornale cattolico locale Herald Weekly di utilizzare la parola ‘Allah’. Nel maggio 2008, infatti, l’Alto Consiglio nazionale delle ‘fatwa’ (decreti religiosi islamici) stabilì che la parola ‘Allah’ poteva essere utilizzata in Malesia unicamente dai musulmani. L’autorizzazione al giornale cattolico in questione è stata revocata dopo che le autorità malesi hanno denunciato il rischio di tensioni interreligiose nel loro Paese a prevalenza musulmana (musulmani oltre il 60%, cattolici circa il 9%).

La Chiesa risponde alle accuse ribattendo che, nella lingua nazionale, esiste soltanto il termine ‘Allah’ per dire Dio; è quindi incostituzionale apporre limiti linguistici e culturali ai cristiani che vivono in Malaysia e che parlano la lingua malese. Intanto 15mila Bibbie provenienti dall’Indonesia sono state sequestrate dalla polizia perché contenenti la parola oggetto di discussione e attacchi.
“Sono consapevole che la vicenda potrebbe esplodere” ha dichiarato Padre Lawrence Andrew, direttore dell’Herald Weekly. Egli ha inoltre denunciato una campagna intimidatoria su internet ai danni del suo giornale, che ha una tiratura di circa 14mila copie alla settimana in quattro lingue.

di: Giulia Terrana
da: Periodico italiano
data: 9/1/2010

(foto tratta da primetravels.com)



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