Liverpool, evangelici accusati di offese a musulmana
Inserita il 25/9/2009 alle 12:56 nella categoria: Esteri
LIVERPOOL (Inghilterra) - I proprietari dell'albergo Bounty house hotel di Aintree, vicino Liverpool, sono stati arrestati in seguito alla denuncia di una musulmana, che li accusa di aver offeso la sua fede durante una conversazione su temi religiosi.
Lo scorso mese di marzo, Ben e Sharon Vogelenzang, 53 e 54 anni, che dirigono l'hotel da sei anni, stavano partecipando a una conversazione iniziata tra alcuni loro ospiti, mentre facevano colazione. Sembra che la coppia, di fede evangelica, abbia espresso il proprio parere su Maometto, definito come «un signore della guerra» e sull'abito tradizionale islamico, che «per le donne rappresenta una forma di schiavitù».
Le argomentazioni hanno infastidito una donna musulmana, anche lei ospite dell'albergo, che ha espresso il suo disappunto, arrivando a denunciare i coniugi Vogelenzang, accusandoli di aver usato "espressioni minacciose, offensive e ingiuriose" nei confronti della sua religione.
I Vogelenzang, nel mese di luglio, sono stati arrestati e accusati per aver violato l'articolo 5 del Public Order Act del 1986 e la sezione 31 del Crime and Disorder Act del 1998. In seguito alla loro comparsa davanti alla Corte, è stata concessa la libertà vigilata, a patto che non abbiano contatto con i testimoni.
I due coniugi, cristiani attivi e membri della Bootle Christian Fellowship, sono sconvolti: «Non ci è mai accaduto niente di simile prima d'ora»; sono difesi dall'avvocato David Whiting, che precisa: «Ben e Sharon non accettano l'accusa di essere stati minacciosi e offensivi. Si tratta di cristiani impegnati, che hanno tutto il diritto di difendere le proprie convinzioni religiose e di spiegare le proprie credenze a chi non ha opinioni simili».
Numerosi avvocati si sono detti stupiti, perché la normativa fa riferimento a problemi di ordine pubblico per le strade. Secondo Neil Addison, un avvocato esperto di diritto penale e religioso, «l'obiettivo del Public Order Act è quello di prevenire i disordini, ma io sono molto preoccupato che la polizia lo stia utilizzando semplicemente perché qualcuno si sente offeso. Deve essere usato quando c'è violenza e non nel caso di discussioni in cui si esprime semplicemente la propria opinione; anzi, la Polizia ha l'obbligo giuridico, nell'ambito della Legge sui diritti umani, di difendere la libertà di parola».
Intanto numerosi responsabili di chiesa della zona hanno scritto a Keir Starmer, Direttore della Pubblica accusa, esprimendo viva preoccupazione per il caso, e Mike Judge, portavoce del Christian Institute, che segue da vicino tutta la vicenda, ha precisato che «negli ultimi anni, abbiamo sostenuto diversi casi in cui i cristiani hanno subito un trattamento ingiusto a causa della loro fede. Abbiamo rilevato una preoccupante tendenza degli enti pubblici, che attuano un'erronea applicazione della legge, in un modo che sembra emarginare il cristianesimo più di altre fedi».
Il processo penale è stato fissato a dicembre. [sr]
Foto di i.telegraph.co.uk.
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