Colombia, evangelici tra persecuzioni e speranze
Inserita il 3/6/2009 alle 08:10 nella categoria: Chiesa Perseguitata
COLOMBIA - Porte Aperte, organizzazione cristiana operante a livello mondiale al servizio dei cristiani perseguitati, in un comunicato rivela la situazione della chiesa in Colombia, uno dei paesi più violenti del mondo.
«Un mese fa - inizia il comunicato - scrivevamo che in Colombia la persecuzione c'è, e solo un paio di settimane fa vi riportavamo la notizia straziante dell'assassinio di una coppia di cristiani, ex-guerriglieri convertiti a Cristo, nella città di La Esmeranda, dipartimento di Arauca.
In quell'ultimo articolo vi parlavamo anche della reazione della cittadinanza, spossata dalle violenze dei guerriglieri, mentre oggi vogliamo ricordarvi il nostro impegno in questa terra, parlandovi di uno dei tanti "piccoli e grandi" progetti che Porte Aperte ha deciso da tempo di finanziare».
L'associazione evangelica si riferisce alla "Casa per Bambini" aperta il 15 gennaio del 2000 per dare protezione, ristoro e supporto ai figli di pastori e di responsabili delle chiese attaccati o minacciati da una sorta di guerra civile, che sconvolge certe zone della Colombia.
«Questi bambini - continuano a Porte Aperte - arrivano da diverse regioni e vengono accuditi nel centro, che oltre ad essere una casa-rifugio è anche una scuola. In questo momento, sono ben 52 gli ospiti. L'anno scolastico inizia il 26 gennaio e finisce il primo venerdì di dicembre e le materie comprendono, tra le altre, lezioni di falegnameria, artigianato, discepolato, musica e teatro, per sviluppare sia la creatività che la manualità dei ragazzi, quest'ultima è essenziale in un Paese come questo».
L'approfondimento dei principi biblici è una parte importante della vita di questi ragazzi e Porte Aperte vi si dedica con impegno; «questo centro nel 2009 è stato ristrutturato e ammodernato, visti i preziosi risultati ottenuti con i ragazzi, con i seguenti miglioramenti: nuove classi, nuovi alloggi, una libreria, è stata allargata la sala pranzo e sono stati ristrutturati i bagni per i ragazzi e la lavanderia, oltre ad acquistare del mobilio nuovo».
Notizie confortanti arrivano dai collaboratori della "Casa dei Bambini", «dove tra i ragazzi non manca chi consacra totalmente la propria vita a Dio, battezzandosi e iniziando dei percorsi formativi biblici più approfonditi».
Porte aperte tiene a ricordare che «questi giovani vengono da realtà davvero molto dure, alcuni di loro sono scampati a un presente e a un futuro da baby-soldati o da terribili esperienze di persecuzione a danno delle loro famiglie. A volte, di fronte a tutto il lavoro che c'è da fare, a tutte le emergenze che sommergono il mondo della Chiesa perseguitata, ci sembra di "urlare contro il vento", ma non dimentichiamo che ogni vita salvata è un dono del cielo e che Dio è con noi». [cdf]
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