Altamura, deceduta figlia di evangelici
Inserita il 11/5/2009 alle 13:09 nella categoria: Rassegna Stampa
ALTAMURA (BA) - Sulla strada che porta al Pulo c'è un silenzioso pellegrinaggio. Amici e amiche, parenti e familiari portano un fiore e vanno a salutare Sefora Denora, la quindicenne morta a seguito di un incidente mentre era a bordo di uno scooter insieme ad un coetaneo. La meta è un muretto, posto tra i chilometri 3 e 4 della provinciale 157, Altamura-Quasano.
È isolato in mezzo alla fitta vegetazione che corre su entrambi i lati della strada. Lì sull'asfalto ci sono strisce rosse e verdi e numeri. È lì che è avvenuta la disgrazia, che il ciclomotore è uscito di strada. E i segni altro non sono che i rilievi fatti dai carabinieri per ricostruire la dinamica dell'incidente in cui una vittima innocente ha perso la vita in una calda serata di primavera.
Tutt'intorno la campagna si è svegliata ed è meravigliosa: per molti, però, non è il momento di una passeggiata nella natura. È, piuttosto, un dolore che si rinnova. Sul muretto c'è una foto. Sorride bella ed elegante Sefora, studentessa della prima classe del Liceo psico-pedagogico e grande amante della musica (studiava al Conservatorio). Un bigliettino la saluta con affetto. «Non dimenticherò mai il tuo tanto tanto talento. Tvtb», come usano firmare i più giovani.
Ci sono dei fiori. Rose rosse e roselline bianche. Tanta gente. E tantissima gente c'era ieri mattina alla Chiesa evangelica pentecostale ADI in via Monti dove si sono celebrati i funerali. Una funzione praticamente a porte aperte tante sono state le persone che riempivano tutta la strada antistante. E tra loro una foltissima presenza di studenti della sua scuola. Composti. Perché il silenzio è stato in questi giorni la risposta dei coetanei e dei compagni di liceo. «E' l'unica dignitosissima risposta che è giunta da tutti i ragazzi - dice il preside del "Cagnazzi", Filippo Tarantino -. Sono stati encomiabili. Hanno scelto questa forma di comunicazione senza gesti e parole, un silenzio assoluto di grande compostezza perché di fronte ad una perdita così immatura si può solo stare così, rispettosamente».
Tarantino è intervenuto anche durante la funzione, chiamato dal pastore della chiesa evangelica ad esprimere un ricordo. «Mi sono sentito di dire soltanto che il nostro liceo è formato da 1300 famiglie - sottolinea - e tutte condividono lo stupore perché una ragazza di 15 anni se n'è andata troppo presto, senza più tornare a casa. È stato reciso un fiore che si aggiunge purtroppo agli altri che negli ultimi anni la nostra scuola ha perso».
di Onofrio Bruno da: www.lagazzettadelmezzogiorno.it data: 11 maggio 2009
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