Escalation di violenze contro i cristiani
Inserita il 13/10/2008 alle 15:45 nella categoria: Chiesa Perseguitata
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MILANO - Dall'India all'Iraq si susseguono le preoccupanti notizie sulle continue persecuzioni dei cristiani, spesso imprigionati o uccisi, e ora in fuga a migliaia dai luoghi dove sono diventati le vittime di estremisti indł e integralisti islamici.
Mentre la situazione in India non accenna a migliorare e la stampa continua a riportare la tragica situazione che migliaia di credenti nel Paese stanno vivendo a causa degli estremisti indł, la caccia al cristiano si apre anche su un altro fronte, quello islamico, e gią si contano le prime vittime a Mossul, capoluogo di Ninive, provincia dell'Iraq settentrionale.
Il bilancio conta oltre una decina di morti e potrebbe non essere definitivo: a causa delle continue minacce da parte di bande di iracheni islamici che girano nei quartieri cristiani minacciando gli abitanti, migliaia di famiglie sono fuggite da Mossul, cercando rifugio nei villaggi cristiani a nord e a est della cittą, come riferito dal governatore della regione, Duraid Kashmula.
Secondo i media iracheni le violenze contro i cristiani nella cittą di Mossul sono da attribuirsi ai miliziani di Al Qaida, ostili alla creazione di un'enclave cristiana nella provincia. Kashmula ha condannato le minacce rivolte ai cristiani dai gruppi terroristici, «che - secondo il governatore - vogliono minare la solidarietą tra i figli di Mossul» e invitando «i fratelli cristiani a non cedere» ha precisato che «saranno prese tutte le misure necessarie per proteggerli e per proteggere le loro abitazioni e le chiese».
Tra le misure attuate per fronteggiare e arginare le violenze, il governo iracheno ha messo a disposizione un migliaio di agenti di polizia a protezione dei cristiani rimasti a Mossul, riconoscendo la situazione come «la pił violenta campagna contro i cristiani registrata dal 2003», ha convenuto Duraid Kashmula.
Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, in un comunicato rilasciato dalla Farnesina, ha «fermamente condannato tali attacchi, che colpiscono la popolazione inerme e che sono contrari a ogni principio di pacifica convivenza, al pluralismo democratico e culturale e al rispetto della libertą di religione, che deve essere universalmente garantita, quale componente essenziale dei diritti umani e delle libertą fondamentali». [sr]

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