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Caso Mari Luz: polemica sul giudice

Inserita il 12/9/2008 alle 14:54 nella categoria: Esteri

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MADRID - Multato il giudice Rafael Tirado, che non assicurò l'esecuzione della sentenza che condannava il pedofilo Santiago del Valle, l'uomo che lo scorzo gennaio uccise la piccola Mari Luz Cortes, figlia di un pastore evangelico zigano.

Santiago del Valle, 52 anni, era stato subito indicato come presunto autore del rapimento di Mari Luz, cinque anni, sparita mentre comprava le caramelle in un chiosco nei paraggi della sua casa. Del Valle, vicino di casa della famiglia Cortes, era stato condannato nel 2002 per abusi sessuali su sua figlia, ma nell'attesa della conferma della condanna, avvenuta nel 2005, aveva abusato anche di un'altra bambina, di soli nove anni.

Per entrambe le accuse l'uomo aveva ottenuto la sospensione della pena, ma solo dopo la scomparsa di Mari Luz, del ritrovamento del suo cadavere, avvenuto lo scorso mese di marzo, e la confessione dell'assassino stesso, l'ispettorato del Consiglio generale del potere giudiziario (Cgpj) ha proposto un procedimento disciplinare nei confronti del giudice del tribunale penale di Siviglia, Rafael Tirado Marquez, per non essersi assicurato dell'esecuzione della sentenza nei confronti del pedofilo.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna esemplare per il giudice Tirado, precisando che il suo operato era da qualificarsi come negligenza molto grave, punibile con la sospensione fino a tre anni, il trasferimento o l'espulsione definitiva.

Il Cgpj, l'equivalente del Consiglio della magistratura italiano, ha comminato al giudice Tirado una multa di 1500 euro, scatenando una ridda di polemiche: il giudice, che sostiene la tesi della mancanza di mezzi sufficienti nel suo ufficio per assicurare l'esecuzione della sentenza di del Valle, ha già annunciato ricorso, mentre la pubblica accusa ricorrerà contro la decisione presa; il ministro della Giustizia Mariano Fernandez Bermejo afferma che «è difficile essere soddisfatti con così poco».

Per il padre della bambina, Juan José Cortes, pastore evangelico di origine zigana, la notizia è stata un duro colpo, «anche per tutta la società spagnola» e si è detto «defraudato dalla giustizia»; Cortes spera che il nuovo Cgpj, appena eletto, sia in grado di «adattarsi di più alle necessità della società spagnola» e continua a chiedere a chiedere la reintroduzione dell'ergastolo per i colpevoli di reati di pedofilia. [sr]

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