La Cina tra Bibbia e contraddizioni
Inserita il 29/7/2008 alle 11:04 nella categoria: Esteri
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PECHINO - Il Governo cinese permette la libera e gratuita distribuzione di Bibbie durante i giochi olimpici, dispone centri di preghiera per cristiani, musulmani, ebrei, buddisti e induisti e destina alcune aree alle eventuali manifestazioni, mentre non cessano vessazioni e detenzioni per i cristiani cinesi.
È di qualche giorno fa la notizia riportata dal China Daily della distribuzione libera e gratuita di Bibbie per atleti, spettatori e turisti delle prossime Olimpiadi: 50mila edizioni bilingue saranno distribuite nelle sei città in cui si svolgeranno i giochi olimpici, mentre, hanno assicurato le autorità le chiese e gli altri luoghi di culto della capitale cinese saranno accessibili e funzionanti. «Per la prima volta - precisa Xu Xiaohong, funzionario del Consiglio cristiano di Shanghai - Vangeli e opuscoli religiosi avranno inoltre stampato un logo olimpico».
L'apertura del Governo cinese verso quello che è stato bollato come un libro osceno e indecente stride parecchio con la censura che di norma vige nel Paese. Tra le altre novità, le autorità cinesi hanno annunciato la predisposizione, all'interno del Villaggio olimpico, di aree destinate alla preghiera per cristiani, musulmani, ebrei, buddisti e induisti, e la possibilità di organizzare manifestazioni pubbliche in tre aree cittadine; nei tre parchi pubblici i manifestanti potranno dimostrare, ma solo se aderiranno alle rigide regole imposte, che vietano cortei e sit-in che possano minacciare l´unità nazionale, danneggiare l´ordine pubblico, turbare la stabilità sociale, o incoraggiare il separatismo etnico.
E non sono le uniche contraddizioni; infatti se da una parte si legge sul sito ufficiale delle Olimpiadi che non è possibile entrare in Cina con più di una Bibbia, perché ne è consentito il possesso a esclusivo uso personale, dall'altra sorprende che ci sia addirittura una fabbrica, la Amity Printing, vicino Shangai, che stampa a ritmo serrato un solo libro: la Bibbia, in lingua cinese.
Viene da chiedersi per quale motivo vengano stampate milioni di copie delle sacre scritture cristiane se poi sono all'ordine del giorno persecuzioni e incarceramento di cristiani cinesi, soprattutto evangelici, e la chiusura forzata delle cosiddette chiese domestiche, abitazioni in cui gruppi di credenti si ritrovano per pregare e tenere i culti.
Probabilmente le Bibbie stampate dalla Amity Printing sono destinate ai fedeli delle chiese cristiane riconosciute dal Governo, la China Christian Council, la Three-Self Patriotic Movement (Movimento patriottico delle tre autonomie) o la Catholic Patriotic Association (una sorta di chiesa cattolica di Stato, ufficialmente non riconosciuta dal Vaticano), sulle quali attua una forma di controllo, mentre le numerose chiese che non vi aderiscono subiscono repressioni anche molto gravi.
La diffusione del cristianesimo sembra preoccupare le autorità cinesi, come anche la ridda di polemiche e le minacce di boicottaggio dei giochi olimpici, e forse alcuni segnali di apertura sono sembrati necessari per evitare di esacerbare una situazione spesso tesa a livello diplomatico con diversi Paesi stranieri, riuscendo comunque a mantenere il controllo della questione.
Nella sostanza quella cinese pare un'apertura misurata, che però non riesce a mascherare la grave situazione di violazione dei diritti umani e di libertà religiosa che vivono i cristiani, e non solo, in Cina. [sr]
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