E gli evangelici si avvicinano a McCain
Inserita il 21/7/2008 alle 22:50 nella categoria: Rassegna Stampa
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WASHINGTON - Svolta nel rapporto fra il repubblicano e uno dei gruppi religiosi più numerosi e influenti d'America; James Dobson, leader dei cristiani conservatori, ha attenuato la sua posizione di critica verso il senatore John McCain e dice: «Potrei appoggiarne la candidatura».
«Non avrei mai pensato di sentirmi dire una cosa del genere: anche se ora non appoggio il senatore John McCain, c'è la possibilità che io lo faccia in futuro»: è un'apertura estremamente cauta e ancora diffidente, ma pur sempre un'apertura, quella del leader dei cristiani evangelici James Dobson nei confronti del candidato repubblicano alla Casa Bianca, che finora non ha saputo convincere i settori cristiani più conservatori.
Personaggio fra i più influenti all'interno di una comunità che rappresenta il 41% della popolazione e un quarto degli elettori americani, Dobson ha annunciato la sua intenzione di avvicinarsi a McCain durante una trasmissione radiofonica in gran parte dedicata ad una serrata critica nei confronti del rivale del senatore dell'Arizona, Barack Obama: di fronte a quelle che Dobson considera gravi mancanze del candidato democratico, la strategia non poteva essere che quella di scegliere il male minore, ovvero di riconsiderare la propria posizione nei confronti di McCain.
«Barack Obama contraddice e minaccia tutto ciò in cui credo riguardo l'istituzione della famiglia e le scelte giuste per il nostro paese - ha spiegato il leader evangelico -. Le sue posizioni radicali sulla vita, il matrimonio e le questioni di sicurezza nazionale mi hanno fatto rivalutare la candidatura della nostra sola scelta alternativa, John McCain».
Dobson, che nei primi tempi della campagna elettorale dichiarava di non potere, «in coscienza», votare per il senatore dell'Arizona, per il suo supporto alla ricerca sulle cellule staminali e la posizione troppo aperta nei confronti del matrimonio omosessuale, ora riconosce a McCain il merito di sostenere la battaglia antiabortista, di lavorare per snellire la macchina governativa e di aver saputo intuire più di altri la vera consistenza della "minaccia islamica".
Il candidato repubblicano non ha mai corteggiato apertamente la destra più religiosa e conservatrice, nonostante il suo notevole peso elettorale, ma a suo favore possono aver giocato le recenti dichiarazioni contro l'aborto: la settimana scorsa, durante un evento di campagna elettorale in Kansas, McCain si è presentato come un paladino dei diritti fondamentali - «vita, libertà e ricerca della felicità» - e ha spiegato di intendere la difesa della vita come difesa dei "diritti di chi è nato e di chi ancora non lo è", in aperto contrasto con la scelta di Barack Obama di sostenere l'aborto "a nascita parziale", una procedura che consente di interrompere la gravidanza anche in una fase avanzata.
da: www.lastampa.it data: 21 luglio 2008
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