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Sull'Ararat cercando il vigneto di Noè

Inserita il 14/7/2008 alle 13:25 nella categoria: Rassegna Stampa

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TREVISO - Alla ricerca delle origini delle viti italiane, il Campeggio Club di Conegliano parte per il monte Ararat, dove, secondo l'Antico Testamento, Noè piantò il primo vigneto.

Il prosecco ha lo stesso «Dna» delle viti che Noè, secondo la Bibbia, piantò in Armenia? Per rispondere al quesito verranno prelevate sul monte Ararat e poi studiate dall'Istituto sperimentale per la viticoltura pezzi di viti che oggi si trovano nel Paese situato tra il mar Nero e il mar Caspio.

Questo sarà possibile grazie a un viaggio di oltre ottomila chilometri che vedrà protagonista il Campeggio Club di Conegliano. Il 18 luglio, otto equipaggi guidati dal presidente Sergio Sanson, partiranno così alla ricerca delle radici dei vitigni italici e, in particolare, per scoprire il «Dna» originario del prosecco. «Un'idea che parte da lontano.

Grazie al premio Civilitas - spiega il presidente Sanson - abbiamo conosciuto l'allora ministro degli affari esteri della repubblica d'Armenia, Vartan Oskanian. E così abbiamo proposto di aprire questo ponte di amicizia e turismo». Oskanian a fine 2007 è stato insignito del premio, quale «autorevole testimone del valore irrinunciabile del dialogo, strumento d'elezione nei rapporti internazionali ed unica, imprescindibile via alla Pace tra i popoli». Questa è una terra sfortunata, che ha visto il genocidio, ovvero la deportazione ed eliminazione di armeni compiuta dal governo dei Giovani Turchi tra il 1915 e il 1916. L'attenzione al mondo armeno non deve comunque sorprendere, visti gli scambi culturali tra Conegliano e la comunità armena mechitarista che risiede nell'isola di San Lazzaro a Venezia e la visita nel 2007 dell'amministrazione comunale nel Paese al confine con la Georgia.

Un legame speciale è proprio quello che c'è attraverso il vino: secondo l'Antico Testamento, Noè piantò il primo vigneto proprio in Armenia, culla dunque dell'uva e della viticoltura. Venerdì prossimo, il 18 luglio, partirà questo viaggio di oltre ottomila chilometri attraverso sette nazioni, per scoprire il «Dna» originario del prosecco, per capire se esista questa parentela che potrebbe essere addirittura «biblica». L'iniziativa, che che gode del patrocinio di Comune di Conegliano, della Provincia e delle confederazione nazionale dei campeggiatori, ha avuto la piena collaborazione delle autorità armene e dei monaci Mechitaristi.

Il viaggio vedrà il coinvolgimento di 8 equipaggi, in totale 16 persone, in un progetto che unisce scienza enologica, storia, turismo e una dose consistente di passione. «Attraverseremo tutta l'Europa dell'Est, la Turchia - spiegato Sanson - poi entreremo in Georgia e da lì in Armenia, dove faremo un tour del paese guidati proprio dalle loro rappresentanze. Non mancherà una tappa al Monte Aratat». Nella Bibbia si racconta infatti che Noè si arenò con l'arca proprio sul monte in questione e, come si legge nella Genesi, «cominciò a piantare una vigna». «Andremo a cercare tra monasteri e castelli l'antica vite, della quale porteremo dei pezzi, affinché il Centro di ricerca per la Viticoltura studi il dna per verificare se le nostre viti sono «figlie» di quelle armene. Questo - aggiunge Sanson - aprirebbe una nuova pagina della viticoltura».

Oltre una ventina di equipaggi aveva chiesto di partecipare al viaggio, ma proprio per aspetti tecnici è stato deciso di contenere il numero dei camper, che saranno 4 provenienti dalla Marca e 4 fuori dal Veneto. «Secondo me - afferma il vicesindaco Floriano Zambon - è un'iniziativa molto importante anche perché è il proseguimento di una serie di relazioni nate l'anno con l'Armenia. Non c'è dubbio che il vino abbia origini molto lontane e che quindi possa essere verosimile questo collegamento storico tra il prosecco e i vitigni armeni. Ci sono possibilità scientifiche per dimostrare questo eventuale collegamento».

di: Salima Barzanti
da: tribunatreviso.repubblica.it
data: 12 luglio 2008

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