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Pauline Ayyad ringrazia per il sostegno

Inserita il 16/6/2008 alle 11:43 nella categoria: Chiesa Perseguitata

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GAZA - Pauline, la vedova di Rami Ayyad, il direttore della libreria della Società biblica palestinese ucciso nell'ottobre dell'anno scorso, ringrazia per l'importante sostegno, anche economico, che ha ricevuto grazie al progetto "Sostegno alla famiglia Ayyad", costituito dalla Società biblica in Italia.

La morte di Rami Ayyad, 31 anni, aveva avuto gran risonanza: Ayyad era il direttore della Società protestante per la Sacra Bibbia, conosciuto dai circa tremila palestinesi cristiani che vivono nella Striscia di Gaza. Il 6 ottobre 2007 era stato rapito dalla sua abitazione, per poi essere ritrovato il giorno dopo, assassinato con numerose coltellate.

Per andare incontro alla difficile situazione in cui Pauline e la sua famiglia si è trovata a vivere, la Società biblica italiana ha istituito il progetto raccogliendo delle offerte, circa 46mila euro, che sono poi state consegnate alla donna. Un aiuto gradito e indispensabile, anche per far fronte alla crescita dei tre figli di Rami, George e Wisam di due e un anno, e della piccola Sama, nata a febbraio, dopo la morte del padre.

Scrive Pauline a Valdo Bertalot, segretario generale della Società biblica in Italia: «In nome di Gesù Cristo: Cari fratelli nel Signore, grazia e pace a voi. "Noi siamo sicuri di questo: Dio fa tendere ogni cosa al bene di quelli che lo temono, perché li ha chiamati in base al suo progetto di salvezza", Romani 8:28.
Queste sono parole del Signore Gesù Cristo e queste parole sono state la Sua consolazione per me quando ho sentito la notizia del martirio di Suo figlio Rami, che ha sacrificato la sua vita per non rinnegare Cristo come suo salvatore e redentore.
Io vi ringrazio per tutto il vostro sostegno economico, che mi ha aiutato a sostenere, a mia volta, ogni giorno la vita dei miei giovani figli e mi ha dato il conforto di sapere che il loro futuro è assicurato; benché io creda che il loro futuro sia assicurato dal Signore Gesù. Io non dimenticherò mai le vostre preghiere per me e per tutti i membri della mia famiglia.
Ho sentito molto la vostra partecipazione che ha toccato il mio cuore in maniera potente, dandomi la forza e la capacità di sopportare questo evento terribile. Le vostre preghiere per me sono state come un bastone che mi ha aiutato a camminare e a restare in piedi dovunque.
Nonostante le difficoltà che ho passato, Dio mi ha dato la saggezza e la potenza per continuare. Credo che il Signore abbia scelto Rami per Se stesso - per essere martirizzato per il Suo nome - perché il Signore conosceva il cuore di Rami, sapeva quanto Rami lo amava e che Rami non avrebbe mai rinnegato Cristo neanche se gli fosse costato la vita.
Con il martirio di Rami, egli mi ha insegnato che c'è sempre un prezzo che deve essere pagato nella missione, che devo essere sempre pronta a pagare questo prezzo, anche col mio corpo, perché la mia anima appartiene al Signore.
Satana ha vinto il corpo di Rami, ma non ha potuto conquistare la sua anima: Satana non sapeva, infatti, quanta gioia e conforto Rami sentiva alla presenza del Signore.
Il Signore ha detto: "Chi crede in me anche se muore vivrà": Rami è vivo e Gesù è vivo. Prego che il Signore benedica la vostra vita, vi porti vicino a lui, e vi usi per la sua gloria sempre di più. Pauline Ayyad». [sr]

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