TEL AVIV (Israele) - Nella cittadina di Or Yehuda, giovedì 15 maggio, sono stati bruciati centinaia di copie del Nuovo Testamento e di libri cristiani, su indicazione del vicesindaco, Uzi Aharon.
Durante un'intervista alla radio dell'esercito, Uzi Aharon aveva invitato i membri della comunità a liberarsi della letteratura cristiana lasciata nelle loro case da missionari. L'invito, evidentemente, è stato accolto e numerose copie del Nuovo Testamento e di libri cristiani sono stati arsi in un grande falò.
Il quotidiano Maariv ha dato ampio risalto alla faccenda, precisando che centinaia di studenti di una scuola ortodossa hanno assistito alla scena, e che il vicesindaco è impegnato in una strenua lotta contro i missionari cristiani, colpevoli di distribuire le Bibbie cristiane e di fare proselitismo.
Aharon ci tiene a precisare che una legge israeliana vieta il proselitismo nei confronti degli ebrei, ed Efraim Zuroff, direttore del Centro Wiesenthal di Gerusalemme, afferma che «da un lato occorre effettivamente sbarrare in Israele la strada ad attività missionarie, mentre dall'altro occorreva mostrare rispetto verso i testi cristiani».
Intanto, l'avvocato rappresentante di una comunità messianica in Israele ha chiesto alla polizia di aprire le indagini, sostenendo che l'accaduto potrebbe incitare alla violenza. [sr]