RIMINI - Il pomeriggio di sabato al convegno nazionale di Porte Aperte è stato caratterizzato dalla testimonianza di Rebekka Zakaria e sua figlia Linda, accolte con un caloroso applauso dagli oltre duecento presenti.
Rebekka, medico indonesiano, nel 2005 era stata arrestata insieme ad altre due insegnanti bibliche, Eti Pangesti e Ratna Bangunk, con l'accusa di aver circuìto bambini di famiglia musulmana per portarli alla scuola domenicale della loro chiesa evangelica. «All'inizio dell'anno avevamo otto bambini di famiglie musulmane - spiega -; un anno dopo erano quaranta, e la cosa non poteva non dare fastidio: per questo hanno imbastito nei nostri confronti l'accusa che stavamo attirando al cristianesimo i bambini musulmani con regali e cibo».
Incarcerata a giugno 2005 e liberata con qualche mese di anticipo a settembre 2007; «quando siamo uscite - ha raccontato - siamo state salutate con sincera commozione dalle nostre compagne di cella, dispiaciute per la nostra uscita dopo più di due anni di vita in comune: un periodo fruttuoso, nel corso del quale alcune delle nostre compagne di cella hanno fatto una scelta di vita cristiana».
Nella seconda parte del pomeriggio ha parlato ancora il missionario cinese Johnny Li ricordando il Progetto Perla, che nel 1981 ha spiaggiato un milione di copie della Bibbia sulle coste cinesi e presentando alcune significative esperienze di cristiani reclusi e della loro esperienza in carcere. «In Italia avete molto da perdere perché avete molto; in Cina e in Corea del Nord la situazione è molto diversa, e ogni momento, occasione, situazione è preziosa per vivere, condividere, comunicare il vangelo», concludendo con un appello: «non sprecate il tempo e le condizioni favorevoli».
La serata si è poi conclusa con un rilassato revival di brani cristiani a cura di Giorgio Ammirabile e Giuseppe De Chirico.
(nella foto di Leonardo Pisciotta, Rebekka Zakaria e la figlia Linda)