BRUXELLES - Il giorno dopo il «no» dell'Unione europea alla proposta di aprire le proprie frontiere ai profughi della minoranza cristiana dell'Iraq (proposta che era stata avanzata dal ministro tedesco dell'Interno Wolfgang Schaeuble), migliaia di iracheni cristiani provenienti da diversi Paesi europei hanno manifestato ieri a Bruxelles per protestare contro l'asserita persecuzione dei loro confratelli in Iraq.
Quasi quattromila persone, secondo le stime della polizia, hanno dato vita a un corteo fino a Rond Point Schuman, nel quartiere delle istituzioni comunitarie. Gli organizzatori hanno fatto appello agli Usa e all'Unione europea perché si impegnino sulla sorte dei cristiani. «Non vogliamo che tutti i cristiani siano costretti a lasciare l'Iraq», ha detto uno degli organizzatori, secondo il quale prima dell’invasione del marzo 2003 e il rovesciamento di Saddam Hussein i cristiani in Iraq erano più di 1,5 milioni mentre oggi sono 700 mila.
La Ue non ha contestato il fatto che i cristiani siano una minoranza particolarmente fragile e minacciata, ma, come è stato spiegato l'altro giorno al termine del Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni al Lussemburgo, l’Unione non è pronta a creare un accesso preferenziale alle richieste di asilo degli esuli iracheni. Anche se, come è stato precisato, i singoli Stati potranno regolarsi come credono in materia di accoglienza dei profughi.
Resta comunque il fatto che il tema, per la prima volta, è stato affrontato in sede comunitaria, aprendo la strada a future considerazioni.
Intanto però in Iraq continua a scorrere il sangue. L'altra notte sono ripresi aspri combattimenti tra forze di sicurezza e i miliziani dell'Esercito del Madhi, la milizia del leader sciita Moqtada al-Sadr, a Nasiriyah, dove è stato imposto il coprifuoco «fino a nuovo ordine».
Il capo estremista ha minacciato una «guerra aperta» se non cesseranno le operazioni contro il suo movimento. Contro i suoi uomini si è combattuto anche a Bassora, dove le truppe irachene dicono di aver conquistato una roccaforte. A Nord di Baghdad, invece, in due distinti attacchi, sono rimasti uccisi due soldati americani. (A.E.)