LOS ANGELES - L'archeologo, filologo ed esegeta americano David Noel Freedman, uno dei maggiori studiosi della Bibbia, di fama internazionale, autore di oltre 300 libri sulle Sacre Scritture, è morto, in seguito ad un infarto, nella sua casa di Petaluma, in California, all'età di 85 anni.
Il biblista ha proposto nuove interpretazioni esegetiche, soprattutto dell'Antico Testamento, a partire dalle scoperte archeologiche emerse durante gli scavi a Gerusalemme e in altre località d'Israele da lui stesso compiuti negli anni Sessanta. Per lungo tempo professore di studi ebraici nelle Università della California e del Michigan, Freedman fu ordinato ministro presbiteriano nel 1944, dopo aver compiuti studi teologici e storici.
In seguito avviò l'attività accademica come ricercatore di filologia e archeologia semitica presso la Johns Hopkins University. Freedman e' stato curatore di numerose e prestigiose pubblicazioni di studi biblici, come "Anchor Bible Series" (1956-2008), "Eerdmans Critical Commentaries" (2000-2008) e "La Bibbia e il suo mondo" (2000-2008).
Tra le sue opere di saggistica figurano i volumi "I Comandamenti", "L'esaltazione della Torah" e "I Salmi". Nel 1962 condusse il suo primo scavo archeologico a Gerusalemme in qualità di direttore dell'Ashdod Excavation Project. Fino al 1977 diresse numerose campagne di scavo per conto dell'Albright Institute of Archaeological Research, più tardi chiamata American Schools of Oriental Research.