ALGERI - Porte Aperte riporta la notizia di un cristiano algerino, il quale chiede di mantenere l'anonimato, che il 9 aprile è stato condannato a due anni di carcere per proselitismo.
Dalla settimana scorsa sono state chiuse sette chiese. Sale quindi a ventisei il numero delle chiese protestanti chiuse, su un totale di cinquanta presenti nel paese.
Un tribunale di Tiaret, una città a 150 km a sud ovest di Algeri, ha diffuso il verdetto scritto riguardante questo cristiano che era stato giudicato colpevole il 2 aprile, ha dichiarato Mustafà Krim, presidente della Chiesa Protestante di Algeria.
La condanna per proselitismo viola l'articolo 18 della "Dichiarazione universale dei diritti umani", che afferma il diritto di esprimere pubblicamente la propria fede. Il cristiano condannato pensa di ricorrere in appello contro la sentenza a due anni (per ora sospesa) e l'ammenda a 100.000 dinari (circa 1.000 euro). La sospensione della condanna gli permette di rimanere libero fino a che non ripeterà il "reato". Secondo Mustafà Krim, l'accusa è scattata dopo che il credente ha dato una Bibbia ad un ufficiale della polizia in incognito che ha fatto domande sul cristianesimo e gli ha espressamente richiesto il libro.