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Sri Lanka, i retroscena di un omicidio

Inserita il 5/3/2008 alle 19:25 nella categoria: Esteri

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COLOMBO (Sri Lanka) - Samson Neil Edirisinghe, pastore evangelico di 37 anni e collaboratore del noto missionario Weerappulige Nissanka, è stato assassinato domenica 17 febbraio ad Ampara, in Sri Lanka mentre stava impartendo nella sua chiesa lezioni di inglese a degli studenti del British Council.

Due uomini armati hanno fatto irruzione nel locale, hanno sparato al pastore e alla moglie Shironi, uccidendo il primo e ferendo gravemente quest'ultima (la cui condizione resta critica), e sono infine fuggiti a bordo di una moto. Il tutto davanti ai piccoli occhi del figlio di due anni, ancora in stato di shock.

In pochi giorni la polizia ha arrestato cinque persone ritenute coinvolte nella vicenda.
La notizia è stata riportata senza particolari dall'agenzia stampa governativa di Colombo, che si è limitata a identificare negli assassini membri della "Home Guards" (forza ausiliaria istituita dal governo dello Sri Lanka per fronteggiare l'annosa guerra civile tra i cittadini di etnia cingalese e quelli di etnia tamil) e il mandante come un non identificato "uomo d'’affari". Per la polizia l'omicidio dev'essere inquadrato nel clima di tensione generale e non esclude connessioni con i pastori arrestati nella regione negli scorsi mesi dopo essere stati trovati carichi di esplosivi. Secondo Compass Direct News, un portale di informazione sulle persecuzioni religiose, la polizia e il governo cercano in tutti i modi di minimizzare la notizia e hanno attribuito l'assassinio ai secessionisti tamil dell'LTTE, che da più di vent’anni lottano contro il governo per l'indipendenza del nord dello Sri Lanka, a prevalenza tamil.

Ciò che le agenzie di stampa nazionali omettono è un episodio che i giornali locali considerano fondamentale. Due anni fa una donna dopo essersi convertita al cristianesimo dichiarò che il pastore Edirisinghe era riuscito dove i monaci buddisti avevano fallito per anni: grazie al suo contributo era uscita da un forte stato di depressione causato da problemi coniugali che l'aveva portata a tentare il suicidio.

Secondo alcuni media locali il marito della donna avrebbe pagato con ventimila rupie (186 dollari americani) dei sicari per uccidere il pastore promettendone altre 80000 rupie (743 dollari) in caso di successo.
Per altre fonti gli assassini sarebbero stati ingaggiati da Suhadagama Leelaratne, un potentissimo monaco buddista locale che da tempo aveva iniziato una campagna contro Edirisinghe, distribuendo volantini diffamatori e diffondendo lungo le vie della città messaggi contro il pastore attraverso altoparlanti. Nel dicembre 2007 ignoti avevano cercato di bruciargli la casa e la situazione in città era diventata talmente insostenibile che persino il Presidente della Repubblica Mahinda Rajapakse aveva invitato il monaco a stemperare i toni.

È spaccatura nel mondo buddista tra i moderati ed i strenui difensori delle tradizioni che vedono nei cristiani un forte pericolo. Tra questi sono presenti anche i fondatori del "Buddhist Heritage Party", un partito nato per promuovere leggi "anti-conversioni". [je]

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