"Porte aperte", appello per i cristiani in Eritrea
Inserita il 29/11/2007 alle 16:29 nella categoria: Chiesa Perseguitata
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VERONA - La missione evangelica "Porte aperte" lancia un appello per sensibilizzare l'opinione pubblica verso la drammatica situazione dei cristiani in Eritrea, attraverso l'iniziativa "Lascia andare il mio popolo".
Il progetto è quello di «sommergere di lettere - spiegano i rappresentanti di "Porte aperte" - il commissario europeo per lo sviluppo e l'aiuto umanitario, Louis Michel, per indurlo a intervenire in favore del rispetto dei diritti umani in Eritrea e in particolare per i cristiani».
La situazione nel Paese, a maggioranza islamica, è drammatica e la possibilità dello scoppio di un'altra guerra con l'Etiopia è molto alto. Dittatura, fame e malattie rendono la vita difficile al popolo eritreo, in particolare ai cristiani, che in più subiscono persecuzioni a causa della loro fede.
«Lo scorso maggio - si legge in un comunicato di PA - l'Unione Europea (UE) ha promesso all'Eritrea l'invio di aiuti da utilizzarsi nei campi governativi, infrastrutturali e alimentari, per un importo di 122 milioni di euro fra il 2008 e il 2013. In quella occasione il commissario europeo ha elogiato il presidente dell'Eritrea per i suoi sforzi in favore della pace nel Corno d'Africa. Non è stato detto niente però sul mancato rispetto dei diritti umani nel suo paese. Al presidente non è neanche stato ricordato il fatto che i precedenti aiuti alimentari al suo paese sono stati confiscati e venduti illegalmente a terzi».
Usare gli aiuti finanziari come mezzo di pressione perché il governo eritreo rispetti gli accordi che prevedono un impegno costruttivo per la pace nel Corno d'Africa, e per il rispetto dei diritti umani e la libertà di stampa; questo è ciò che PA ritiene necessario fare.
Sono oltre duemila i cristiani eritrei rinchiusi in carcere o in container e nonostante in passato si siano già attivate iniziative a favore dei cristiani in Eritrea, il governo non ha tenuto conto delle proteste. Da qui l'idea di non rivolgersi più all'ambasciata eritrea, ma direttamente alla Commissione europea. «Questa volta - continuano i rappresentanti di PA - non ci limiteremo a firme e a lettere prestampate, perché non impressioneranno il commissario. Preferiamo lettere scritte a mano. Abbiamo preparato il facsimile della lettera. Potete riprodurla con la vostra stampante, ma è meglio copiarla a mano. Se lo preferite, potete anche adattarla modificarla e personalizzarla. Scrivetela in italiano perché la vostra lettera deve essere più personale possibile. Inviate la vostra lettera a Bruxelles entro il 31 gennaio 2008».
Questo il testo consigliato: "Egregio commissario Michel, innanzi tutto voglio esprimere il mio apprezzamento per tutti gli sforzi dell'UE per promuovere i diritti umani. Vorrei però anche manifestarle le mie preoccupazioni riguardo alla situazione dei diritti umani in Eritrea. Penso agli aiuti alimentari che sono stati confiscati dal governo eritreo e venduti illegalmente a terzi. Malgrado questo, a maggio del 2007 la UE ha promesso soccorsi per un importo di 122 milioni di euro fino al 2013. Sicuramente lei è a conoscenza che da maggio del 2002 gran parte delle denominazioni cristiane in Eritrea sono state dichiarate illegali. Attualmente oltre 2.000 cristiani vengono detenuti senza essere stati regolarmente processati. Il 5 settembre scorso la 33enne Nigsti Haile è morta nel campo di addestramento militare di Wi'a, dov'era detenuta per aver rifiutato di abiurare la sua fede. Per quanto sappiamo è il terzo cristiano morto in una prigione eritrea nell'ultimo anno. Per questo desidero esortarla a impiegare tutti i mezzi a sua disposizione per far sì che gli aiuti, che la UE elargirà all'Eritrea, siano usati precisamente per lo scopo a cui sono stati destinati. Inoltre le chiedo con urgenza di monitorare attentamente l'osservanza degli obblighi dell'Eritrea presi nel patto di Cotonou, proprio perché la situazione dei diritti umani in Eritrea sta peggiorando significativamente. Con osservanza...". Da inviare a Mr. Louis Michel - Europees Commissaris voor Ontwikkeling en Humanitaire Hulp - Berlaymont 10/165 - 1049 Brussel, Belgio. [sr]

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