Tutti liberi gli ostaggi sudcoreani
Inserita il 30/8/2007 alle 20:30 nella categoria: Rassegna Stampa
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AFGHANISTAN - Liberi tutti i missionari evangelici sudcoreani rapiti dai talebani.
Oggi sono stati liberati, in due gruppi, gli ultimi 7 che erano ancora nelle mani dei taleban afghani. Erano tenuti prigionieri dal 19 luglio scorso, quando un gruppo di 23 attivisti presbiteriani recatisi dalla Corea del Sud in Afghanistan come operatori umanitari erano stati rapiti.
Un gruppo di quattro ostaggi era stato consegnato questa mattina a rappresentanti della Croce Rossa internazionale (Cicr) poi, questo pomeriggio, anche gli ultimi tre - un uomo e due donne - sono stati liberati con modalità analoghe nella provincia di Ghazni, a sud di Kabul. Gli ostaggi sono stati rilasciati sulla base dell'accordo raggiunto l'altro ieri tra i taleban e gli emissari del governo sudcoreano per la loro liberazione.
Ieri, le prime a tornare in libertà erano state, nella mattina, tre donne seguite a breve da un altro gruppo di quattro donne e un uomo consegnati a un membro della Croce Rossa internazionale nella provincia di Ghazni. Il terzo rilascio di ieri è avvenuto nel pomeriggio: altre tre donne e un uomo sono stati liberati dai taleban che avevano fatto sapere, attraverso un portavoce, che tutti gli altri ostaggi sarebbero stati consegnati entro giovedì, come poi effettivamente è avvenuto.
La vicenda del rapimento dei 23 sudcoreani aveva per settimane tenuto con il fiato sospeso, soprattutto i connazionali in patria, mentre si intesseva una fitta rete di trattative e negoziati per arrivare al rilascio. In un primo momento i taleban avevano chiesto la scarcerazione di ribelli detenuti nelle prigioni afghane. Davanti al rifiuto delle autorità di Kabul, il leader religioso del gruppo sudcoreano e un altro uomo furono uccisi in rapida successione, ma poco tempo dopo due donne vennero rilasciate in segno di buona volontà durante una prima tornata di negoziati.
Quando è apparso evidente che le pressioni del governo di Seul poco potevano su quello afghano - intransigente nel no alla liberazione di prigionieri taleban - i ribelli hanno cambiato tattica esigendo in alternativa l'impegno di Seul al ritiro entro l'anno del loro contingente di militari (non combattenti) e il blocco dell'invio in Afghanistan di altri volontari sudcoreani. In realtà, la Corea del Sud aveva annunciato, già prima del rapimento dei 23 volontari, di voler ritirare entro il 2007 il proprio contingente composto da 200 genieri e personale medico e, fin dall'inizio della crisi afghana, aveva sollecitato i connazionali a non recarsi nel paese asiatico.
da: www.lastampa.it data: 30 agosto 2007
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