E adesso pensiamo alla libertà religiosa
Inserita il 29/12/2006 alle 12:01 nella categoria: Rassegna Stampa
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MILANO - «Una legge sulla libertà religiosa aveva senso già 20 anni fa. Se si considera il fenomeno dell'immigrazione, oggi ha un significato ancora maggiore». Il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, esponente di Rifondazione comunista, annuncia a Panorama quella che potrebbe rivelarsi come una nuova bomba per la coesione della maggioranza di centrosinistra.
- A che punto è questa novità? Alla Camera c'è allo studio la proposta di legge di Valdo Spini e Marco Boato.
- È un testo gradito al governo? è un buon testo, simile a quello presentato nella scorsa legislatura dal Polo. Solo che poi gli emendamenti della Lega lo hanno stravolto e il centrodestra ha lasciato perdere.
- Che cosa prevede? Presenta uno schema semplice, basato su due punti fondamentali. Riconosce le confessioni religiose e contiene contestualmente l'accettazione dei principi cardine del nostro vivere civile. Non è una legge che si sovrappone alla Costituzione, ma la completa. L'articolo 7 della Carta, che regola il rapporto con la Chiesa cattolica, è garantito dal Concordato. L'articolo 8, che regola il rapporto con le altre confessioni, non ha mai trovato applicazione. Ancora oggi vige la legge sui culti ammessi del 1929, promulgata da Benito Mussolini e non propriamente democratica.
- In concreto cosa cambierà? Ci sarà una reale laicizzazione dello Stato, nel senso che tutte le religioni saranno su base paritaria. E le intese dello Stato con le singole chiese viaggeranno più spedite.
- I critici sostengono che con la vostra proposta verrebbe concesso ai rappresentanti di culti anche minoritari di celebrare matrimoni senza controllo, di esporre nelle scuole anche simboli diversi dal crocifisso. Ma no, sono polemiche pretestuose. Parliamo di una legge che riesce a unire il rispetto della diversità e l'ancoraggio ai nostri principi. È un altro tassello sulla via dell'integrazione. Diciamo che se la legge sulla cittadinanza si caratterizza in questo senso sul piano individuale, quella sulla libertà religiosa lo fa sul piano collettivo.
- Quindi non va cambiato nulla del testo di Spini e Boato? Forse, per evitare nuove polemiche pretestuose, andrà scritto esplicitamente che la poligamia è vietata. Per il resto va tutto bene. [...]
da: Panorama data: 18/12/2006
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