VERONA - Porte Aperte sta distribuendo aiuti umanitari per alleviare i bisogni più immediati dei cristiani ancora una volta danneggiati dagli incidenti provocati dalle violenze religiose nel nord della Nigeria. Lo scorso 20 settembre gli estremisti islamici hanno provocato una rivolta a Dutse, capitale dello stato federato di Jigawa. La folla ha bruciato quattordici chiese e ne ha saccheggiate altre due. I disordini hanno lasciato duemila cristiani, inclusi sedici pastori, senza casa e sei persone ferite. Almeno ottanta negozi di proprietà di cristiani sono stati saccheggiati e altre proprietà sono andate distrutte. Dal 2001, anno in cui è entrata in vigore la legge islamica nello stato di Jigawa, questa è la terza rivolta divampata ai danni dei cristiani.
Secondo i credenti la polizia non ha fatto nulla per fermare la folla di integralisti, istigati dai commenti radiofonici delle ultime settimane del direttore degli affari religiosi Sheikh Yusha'u Abubakar. Questi fatti evidenziano la precaria situazione in cui vivono i cristiani nei dodici stati nigeriani che hanno adottato ufficialmente come legge dello stato la sharia, la stretta normativa coranica.
L’intervento di Porte Aperte risponde a un bisogno immediato di cibo e vestiti, ma aiuterà anche a rimpiazzare gli arredi delle chiese e il materiale didattico andati distrutti.