La Bibbia "ingiusta"
Inserita il 28/7/2006 alle 11:46 nella categoria: Rassegna Stampa
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TORINO - Dopo la "Volxbibel", quest'anno viene pubblicata un'altra trascrizione [traduzione, ndr] delle Sacre Scritture: la "Bibbia in lingua giusta". Mentre la Volxbibel vuole offrire una versione nel gergo di un certo ambiente giovanile, la "Bibbia in lingua giusta" finanziata dalla chiesa riformata vuole tener conto delle idee della teologia femminista, della teologia della liberazione, del dialogo cristiano-ebraico e di minoranze sociali. La sua pubblicazione è prevista per la Giornata della Riforma, il 31 ottobre. (...)
Professori di teologia: aspre critiche . Fra i professori di teologia evangelici si sono levate aspre voci di critica nei confronti del progetto, come ha riportato il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ). Il presidente della Società biblica di Canstein e professore di Nuovo Testamento, Andreas Lindemann (Bielefeld), biasima il fatto che alcune delle traduzioni diventate pubbliche falsificano il testo biblico. Se nell'evangelo di Matteo si fa polemica contro i farisei, è inammissibile che si voglia correggerlo con una "traduzione giusta".
«Vergognoso»: abbandonato allo spirito del tempo . Lindemann giudica ingiustificato adattare la traduzione del testo di Matteo in modo che si adegui alle idee attuali. Come esempio cita il versetto nell'evangelo di Matteo (23:2), che Lutero rende con "sulla cattedra di Mosè siedono gli scribi e i farisei". Nella "Bibbia in lingua giusta" pare sia tradotto: "Sulla cattedra di Mosè siedono esperti della Torah e uomini e donne farisaiche". Donne farisaiche, però, sicuramente non sedevano sulla cattedra di Mosé. Il professore di Antico Testamento di Tubinga Bernd Janowski è del parere che la nuova traduzione segua allo spirito del tempo e sia un "Documento del protestantesimo che si sta minando da solo". Egli afferma che è "vergognoso" che il progetto abbia l'appoggio dalle massime autorità della chiesa.
Il Württemberg eviterà questa Bibbia . Fra i critici della "Bibbia in lingua giusta" c'è anche – senza essere citato nell'articolo del FAZ – il vescovo del Land Württemberg Frank Otfried July (Stoccarda). A suo dire, questa versione della Bibbia non sarà usata nelle funzioni religiose del suo Land. July chiede che il testo biblico sia tradotto senza alterazioni, anche se alcuni passaggi appaiono sconvenienti all'orecchio dell'ascoltatore odierno. Le spiegazioni andrebbero aggiunte nelle note a piè pagina.
Una lettrice di "Chiamata di Mezzanotte" ci ha inviato una preziosa testimonianza a proposito di questo tema, che pubblichiamo qui di seguito: «Quando ho letto non soltanto della "Volx Bibe", bensì anche della pubblicazione di una Bibbia "adeguata per le donne", mi sono ricordata della mia situazione di alcuni decenni fa, quando anch'io avevo problemi con i "fratelli" (non personalmente) e non mi ritrovavo in nessun posto come persona femminile.
Ero una cristiana che frequentava fedelmente la chiesa, ma ero triste nel constatare che nella Bibbia, nei messaggi dal pulpito e negli studi biblici si parlava sempre di "uomini, fratelli". Mi dicevo che anch'io ero una persona come gli uomini, ma appunto di sesso femminile. Non è stato un motivo di ribellione nei confronti di Dio, ma non sapevo darmi una risposta.
Quando su consiglio di alcuni amici decisi di prendere parte a un convegno tenuto da un pastore e curatore d'anime anziano e retto, ho ascoltato il suo chiaro e semplice messaggio biblico, dal seguente tenore fondamentale: "Voi tutti avete bisogno di Gesù, egli vuole esservi vicini, aiutarvi, rendervi intimamente felici, portare i vostri pesi, cancellare i vostri peccati. Invitatelo a entrare nella vostra vita e permettetergli di diventarne il centro". Dopo tre colloqui fui pronta a seguire il suo consiglio. Fu una liberazione e un sollievo – mi resi conto di cose che davanti a Dio non erano di nessun valore. Dopo averle confessate in colloqui personali, ne fui liberata e divenni una figlia di Dio.
Un giorno, uno come tanti altri, mi resi conto che il fatto di nominare "uomini e fratelli" non mi toccava più e non mi rendeva più triste. Come si spiega? La risposta è che ero entrata a far parte della famiglia di Dio! Il termine "figli" include entrambi i sessi! E questo fatto è rimasto tale fino ad oggi.
Quindi, care donne, se avete bisogno della certezza e della tranquillità interiore, percorrete la via che vi ho descritto e che ho sperimentato io: ne vale la pena. Non sarebbe bello se molte donne che si occupano di questi temi e hanno dei problemi in tale ambito ne fossero liberate? Noi donne siamo diverse, ma abbiamo lo stesso valore davanti a Dio! Se lo capiamo, una "Bibbia per le donne" diventa superflua».
di: Norbert Lieth da: Chiamata di mezzanotte data: luglio-agosto 2006
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