Caccia al cristiano in Somalia? Forse no
Inserita il 29/6/2006 alle 14:57 nella categoria: Rassegna Stampa
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MOGADISCIO (Somalia) - In risposta all'articolo di Massimo Introvigne sulla situazione dei cristiani in Somalia, pubblicato ieri dal Giornale (http://www.evangelici.net/notizie/1151477214.html), giunge la risposta di Davide Bernocchi, responsabile della Caritas in Somalia La riportiamo di seguito, ringraziando l'autore per la segnalazione.
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Egregio Direttore,
chi Le scrive lavora in Somalia, come responsabile della Caritas locale. Come ovunque nel mondo, operiamo pubblicamente in nome di Cristo e della Chiesa, per promuovere la dignità dell'essere umano. Ho letto l'articolo di Massimo Introvigne dal titolo "In Somalia inizia la caccia al cristiano" e sento la responsabilità di sottoporre ai lettori alcune riflessioni a partire da questo testo. L'analisi politica mi pare assai imprecisa, ma non è mio interesse discuterla. Ciò che invece mi sta a cuore è la questione dei cristiani in Somalia e credo che alcune precisazioni siano d'obbligo. La presenza cristiana in Somalia è stata storicamente legata al colonialismo italiano nel centro-sud e britannico al nord. Non mi risulta che durante il regime di Siad Barre abbia avuto luogo alcuna "sanguinosa persecuzione anticristiana", nemmeno contro la piccola comunità di somali cristiani. La drastica diminuzione del numero dei cristiani nel Paese avvenne invece a causa della partenza degli stranieri, dapprima al termine del periodo coloniale e, infine, al momento del collasso dello Stato somalo, nel 1991. Per quanto riguarda i cristiani somali, è senz'altro vero che la loro condizione in Somalia è andata facendosi sempre più difficile, nel corso degli anni, proprio a causa della mancanza di ordine pubblico. E' infatti vero che la Sharia prevede la condanna a morte per l'apostata e che, in generale, i somali concepiscono la loro appartenenza etnica come inscindibilmente legata all'islam. Di sicuro, l'idea dell'apostasia scandalizza profondamente la maggioranza dei musulmani somali ed è molto probabile che faccia sorgere in qualcuno sentimenti di vedetta per un delitto contro la religione. Ma, a parte dichiarazioni isolate, ad oggi non pare proprio che la caccia all'apostata o al cristiano sia uno degli obiettivi principali delle Corti Islamiche. Così come non mi risulta affatto che 500 cristiani somali siano stati assassinati su mandato delle Corti stesse e mi chiedo, qualsiasi sia la fonte dell'autore, su quali basi si sia potuta stabilire questa cifra. In ultimo luogo – ed è soprattutto questo che mi ha spinto a scriverLe - Annalena Tonelli ha amato i somali musulmani dell'amore più grande, secondo il Vangelo. Ed io non apprezzo che il suo nome venga usato per mettere in cattiva luce la sua gente, a prescindere dalle ragioni che spingono a farlo.
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