HANOI (Vietnam) - Le forze di polizia vietnamite hanno interrotto con violenza nel pomeriggio di lunedì 22 maggio i lavori di ristrutturazione dell'edificio di una chiesa mennonita. Ben cinquanta agenti della divisione Binh Khanh, distretto 2 della capitale, hanno interrotto i lavori di ristrutturazione che, secondo loro, eccedevano il permesso accordato al pastore Nguyen Hong Quang. Si sono fatti strada abbattendo le porte a calci, brandendo sfollagente e manganelli elettrici; hanno picchiato gli operai e altre persone presenti nel cantiere, arrestandone undici incluso il pastore Quang, che era stato rilasciato lo scorso agosto dopo avere scontato quindici mesi di una condanna a tre anni per "interferenze" con ufficiali in servizio. Sono stati trattenuti una notte in questura e il pastore Quang è stato l'ultimo a essere rilasciato. Aveva ricevuto regolare permesso di ristrutturazione per i danni arrecati all'edificio da una precedente visita delle autorità. Persone vicine al pastore Quang ritengono possibile che le autorità abbiano fatto uso della forza nella vicenda per ordire una trappola e provocare una reazione. Risulta inoltre piuttosto strano tale comportamento da parte delle autorità, visti gli sforzi che il governo vietnamita sta facendo negli ultimi tempi per essere cancellato dalla lista dei paesi che negano la libertà religiosa ai propri cittadini, stilata dal governo degli Stati Uniti.
«È evidente - ha commentato un pastore vietnamita - che l'irruzione di cinquanta agenti armati di sfollagente e manganelli elettrici usati ai danni di persone che stavano lavorando nei locali della chiesa mennonita non servirà certo a convincere la comunità internazionale o le chiese non registrate del Vietnam che il governo intenda veramente migliorare le relazioni con le realtà religiose».