Eritrea, continua la persecuzione
Inserita il 28/10/2005 alle 22:52 nella categoria: Chiesa Perseguitata
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ASMARA (Eritrea) - I cristiani evangelici continuano a essere oggetto di persecuzione in Eritrea. Soltanto pochi giorni fa duecento cristiani sono stati arrestati e le loro chiese e programmi di aiuti umanitari sono stati chiusi in una operazione considerata la peggiore degli ultimi anni. Eppure è soltanto un'altra vena di una lunga serie di violazioni alla libertà religosa che gli osservatori internazionali di diritti umani stanno osservando in questo paese.
Strategic World Impact sostiene da lungo tempo i cristiani perseguitati in questo paese. Il presidente dell'agenzia, Kevin Turner, dice che uno dei suoi operatori ha subito delle pressioni: «Uno dei nostri operatori locali è stato incarcerato per 21 giorni. La situazione è critica. Abbiamo veramente bisogno che il corpo di Cristo preghi per questa situazione».
Secondo Turner, il governo non sta rispondendo alla pressione internazionale e che sta invece peggiorando la situazione dei cristiani: «Il presidente dell'Eritrea ha in pratica fatto della chiesa evangelica il nemico numero uno dello stato e ha intenzione di portare avanti una campagna crudele per cercare di sradicarla e toglierla di mezzo».
L'Eritrea potrebbe unirsi ad altri paesi che l'hanno preceduta, dice Turner: «L'Eritrea sta alienando se stessa dal resto della comunità internazionale, unendosi su questo versante alla Corea del Nord, e all'Arabia Saudita".
Turner sa perché la chiesa viene perseguitata: «Ha detto che non smetterà di evangelizzare. I cristiani continuano nonostante le severe minacce per gli incredibili maltrattamenti fisici che sono costretti a sopportare. Sono convinti che che valga la pena di soffrire per Gesù».
L'Eritrea ha guadagnato l'indipendenza dall'Etiopia nel 1993 dopo trent'anni di guerra, ed è stata ora inserita dagli USA tra i paesi che destano "particolare preoccupazione" a causa delle gravi e continue violazioni alla libertà religiosa. Questo ha mosso l'Eritrea a porre fine all'USAID, progetto di aiuti internazionali di cui aveva disperatamente bisogno. «Due-terzi della popolazione in Eritrea dipende dall'assistenza internazionale per la sopravvivenza. Tutti gli osservatori sono concordi nel dire che sono all'orizzonte una massiccia carestia e quindi altre sofferenze per una popolazione già provata». [lf]
(fonte: MNN)

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