FILADELFIA (USA) - All'apparenza poteva sembrare come una parata di stelle della musica in ordine sparso.
E spesso il grande concerto di Philadelphia collegato a Live 8 poteva sembrarlo anche dall'interno: è stato uno dei dieci eventi organizzati in dieci città del mondo, tra cui Londra, Parigi, Roma e Tokyo, e ha rappresentato una kermesse di personaggi celebri, musicisti coinvolti e star del cinema, ma anche un flusso ininterrotto di spettatori più o meno casuali.
Dietro le quinte, un tappeto rosso tappezzato di stelle si faceva strada tra una improvvisata città di tende e roulotte. Dave Matthews abbracciava Phil Collen dei Def Leppard e la cantante Sarah McLachlan per una foto; il rapper Kanye West e il suo entourage si avvicinava all'attrice Natalie Portman, che si trovava a tre metri dall'impresario hip-hop Russell Simmons. La stella del country Toby Keith salutava l'attore Jimmy Smits, sorridendo mentre metteva gli auricolari. e c'era anche Keith Urban da Nashville.
Per i milioni di persone che guardavano i concerti e i centinaia di musicisti che hanno suonavato, inclusa la rock band cristiana dei Jars of Clay di Nashville, il Live 8 è stato molto più di una mera esibizione di celebrità.
«Di sicuro è stato emozionante suonare a quel livello - ha detto Dan Haseltine, cantante dei Jars of Clay, seduto nel bus della band - ma la cosa che ci rende tutti uguali è l'idea della povertà che è più grande di tutti noi».
Lo scopo del Live 8 - portare l'attenzione sulla povertà e sull'AIDS in Africa: nei giorni precedenti i potenti del mondo si erano incontrati per la riunione del G8 in Scozia - ha significato, per i Jars of Clay, la possibilità di condividere con l'enorme folla il lavoro che stanno portando avanti da anni per dare un aiuto all'Africa. Gli organizzatori del Live 8 hanno stimato che milioni di persone da tutto il mondo hanno seguito l'avvenimento, ed erano più di un milione solo gli spettatori presenti a Filadelfia.
La band ha fondato un'organizzazione chiamata "Blood: Water Mission", una no profit che lavora anche per combattere la povertà e l'AIDS in Africa. Dopo un viaggio nel 2002 Haseltine è giunto nel continente. Ieri, in un'intervista dopo il Live 8, il cantante ha parlato delle esperienze che lo hanno portato a fondare "Blood: Water Mission": il fatto di aver visto bambini malati e affamati e un'intera città senza persone di età superiore ai 15 anni.
L'organizzazione lavora per raccogliere fondi sufficienti a costruire pozzi di acqua potabile e fino a ora ne hanno costruiti 42, portando così acqua potabile a più di 37 mila africani. Se qualche spettatore si fosse dimenticato dell'Africa - scopo del Live 8 - l'organizzatore Bob Geldof ha provveduto a ricordargliela con frequenza. Durante la performance del gruppo irlandese degli U2 a Londra sulle note della canzone "Beautiful Day" le immagini trasmesse in tv sono state abbinate a un video con bambini africani magri, fragili e in lacrime. Guardando questo filmato dal pullman della band Haseltine ha smesso di parlare, si è commosso e poi ha delicatamente asciugato le proprie lacrime. «È strano da dire, ci sono persone che veramente non sanno quanta povertà esista», ha detto.
Una buona occasione
Mentre i Jars of Clay erano alle prove audio, Evan, il figlio di cinque anni del chitarrista Steve Mason, è salito sul palco. Il gruppo ha iniziato a suonare "Show you love", ed Evan ha seguito il padre con una chitarra della sua misura, dando man forte ai cori.
«Sto scattando un sacco di fotografie» ha detto Mason, spiegando come avrebbe aiutato suo figlio a ricordare quel giorno.
Il Live 8 non è qualcosa che si dimenticherà, hanno detto i membri della band. Come molti intervistatori hanno fatto notare ieri, è stata la manifestazione con il maggior numero di ascolti a cui abbiamo mai partecipato. Da dietro il palco, la linea del cielo di Filadelfia ricordava un mare di macchioline colorate.
In quella parata di stelle della musica, che andavano dalle Destiny's Child a Jay-Z, i Jars of Clay sono stati una delle formazioni meno note, anche se la rock-band cristiana non può certamente essere considerata sconosciuta, dato che può vantare vari Grammy, dischi di platino e una canzone da hit, "Flood", contenuta nell'album di debutto.
La maggior parte dei fan della band provengono dai circuiti di musica cristiana. Al Live 8, i Jars of Clay sono stati gli unici ambasciatori di quel settore, nonostante le cause umanitarie abbiano giocato un importante ruolo nella cultura cristiana.
La band ha ricevuto l'invito quattro giorni prima dell'evento; è arrivata venerdì per una marea di conferenze stampa e di incontri, e ha chiuso la serata con una festa organizzata dall'attore Will Smith, originario di Filadelfia.
Per tutti gli artisti, il Live 8 ha certamente costituito un momento di gloria nella carriera e, ragionevolmente, una buona opportunità di allargare la loro rete di contatti. I Jars of Clay hanno passato il loro tempo ieri girando, scattando foto con personaggi come Matthews, Portman e Simmons, che hanno lodato il loro lavoro con l'organizzazione "Blood: Water mission". Per la band il Live 8 è stato anche una buona occasione.
«Il problema era già nei nostri cuori - ha detto il tastierista Charlie Lowell -, non è come se avessimo dovuto raccogliere insieme risposte e interessi».
È un ragionamento cui Jamie Drummond, direttore esecutivo del Debt AIDS Trade Africa (fondato con Bono degli U2), affiliato al Live 8, ha fatto eco: «Non è stato solo un singolo episodio - ha detto - da questo evento nascerà un movimento».
Gli artisti hanno avuto ognuno il proprio momento - circa dieci minuti - in cui dare il proprio contributo al grande evento. I Jars of Clay hanno seguito i Def Leppard, veterani del rock; la band cristiana ha dato tutto attraverso "Show You Love" e "Flood", mentre Haseltine ha concluso con un «Tutti insieme per l'Africa!».
Dopo i primi dieci minuti, gli artisti hanno compreso che il loro momento - il momento di tutti gli artisti presenti - avrebbe potuto portare alla creazione di un movimento? «Dobbiamo credere che qualcosa di buono verrà da questo evento - ha detto Lowell -, sta facendo davvero un gran rumore e sta catturando l'attenzione del mondo. E anche solo a quel livello, ci sta già riuscendo».
di: Nicole Keiper da: Tennessean.com data: 3/7/2005