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WORLDWIDE EVANGELICAL NEWS
Editoriale di Fratello Andrea
Conoscere DioPuò darsi che questo sia l'editoriale più difficile che io abbia mai scritto. Sarà anche l'appello più appassionato ai miei lettori affinché s'immedesimino con la Chiesa sofferente. E' addirittura la nostra sopravvivenza in gioco!
Guardandomi intorno vedo bisogni sempre crescenti nel mondo, sia spirituali che economici. Vedo anche che l'area in cui la Chiesa è perseguitata sta crescendo di giorno in giorno. Noi, e questo vale per la maggioranza dei lettori di questo articolo, viviamo su un'isola di libertà e benessere, e siamo inconsapevolmente tentati di supporre che tutto il resto del mondo viva le stesse esperienze. Non è affatto vero eppure, secondo me, questo non è il problema più grave.
Il problema più grande è costituito dalla mancanza di unità nel corpo di Cristo. Fra noi cristiani occidentali c'è una confusione incredibile, una mancanza di visione, di conoscenza e di responsabilità. Sembra che non arriviamo mai a conoscere la differenza fra il bene e il male. E quando pensiamo di aver trovato la risposta, ci troviamo di fronte a cristiani che la pensano in modo esattamente contrario.
Vale per lo stile di vita, per le questioni etniche, per le scelte morali, per i punti di vista politici e per l'interpretazione delle profezie. Allora mi chiedo, non basta essere in Cristo? Egli è la Verità! Ma non sembra che basti; e allora, come possiamo cavarcela?
Mi pare ovvio che dobbiamo conoscere Dio. Soltanto conoscendo il Suo carattere saremo in grado di giudicare le cose dal Suo punto di vista. Allora sapremo quando una cosa è approvata da Dio, perché è in linea con il Suo carattere. Così sarà anche molto più facile rifiutare certe cose, persino quelle che sono di moda, se non sono in armonia con il carattere di Dio. Potremo fare un passo significativo nella giusta direzione per conoscere il Suo carattere se ci chiedessimo regolarmente: "Che cosa avrebbe fatto Gesù?" Quello successivo lo faremo chiedendoci: "Che cosa avrebbe detto Gesù?"
Così tocchiamo il cuore dell'Evangelo. Più presto riscopriamo le nostre radici nel Vangelo per riformare e trasformare la nostra società, e meglio sarà.
La nostra società va fondata su un solido sistema di princìpi di fede. Altrimenti arriveranno altri da zone e culture diverse per imporci le loro norme e i loro valori e ci diranno: "Noi abbiamo qualcosa di meglio per voi". La migrazione dei popoli non è un fenomeno di un lontano passato. Oggi è più facile viaggiare, le frontiere sono aperte, le alleanze inaspettate e un'invasione inarrestabile di profughi in cerca di asilo politico allarmano già molti occidentali. Eppure anch'essi hanno i loro diritti. Il loro afflusso continuerà, viste le numerose ed incontrollabili guerre nazionaliste, etniche e religiose.
Abbiamo una soluzione? Chiudere le frontiere non funziona. Dire che il cristianesimo abbia fallito non regge, perché il cristianesimo non è mai stato completamente praticato, neanche nei cosiddetti paesi cristiani. Non sorprende che si sente sempre più spesso proclamare l'islam come la risposta ai nostri problemi morali e spirituali. Ma è così? Oppure la Bibbia ci mostra una via migliore?
L'ondata di benessere e lusso che minaccia di distruggere interiormente il movimento evangelico può essere ben contrastata, immedesimandosi totalmente con la Chiesa sofferente.
La prova conclusiva della nostra conoscenza di Dio è la misura in cui ci sentiamo uniti, in parole e nella pratica, alla Chiesa perseguitata.
La Parola di Dio ci istruisce e ci dà gli esempi. Secondo la Bibbia, Mosè e l'apostolo Paolo erano i leader e gli intercessori più forti. Ambedue avevano una fede e un amore senza limiti. Erano disposti a farsi radiare persino dal Libro della Vita pur di salvare il loro popolo!
Mosè non sarebbe mai arrivato a quel punto se non si fosse identificato con il Cristo sofferente (Ebrei 11:26). La preghiera intensa di questi due leader influenzò enormemente la loro vita e il loro ministero. Cosa ambivano? "Affinché io Ti conosca" (Esodo 33:13) e "tutto questo allo scopo di conoscere Cristo" (Filippesi 3:10). Paolo, già conoscendo la realtà della Chiesa sofferente, collegò il Suo desiderio "di conoscere Cristo e la potenza della Sua risurrezione" alla "comunione delle Sue sofferenze" (Filippesi 3:10). Noi normalmente scartiamo l'ultima parte e preferiamo concludere la nostra preghiera con "la potenza della Sua risurrezione". Gesù però dimostrerà la potenza della Sua risurrezione soltanto in relazione alla Chiesa sofferente. Perché "il Suo corpo è la Chiesa" (Colossesi 1:24). L'apostolo Paolo voleva compiere nella sua carne quel che mancava alle afflizioni di Cristo, a favore della Sua Chiesa.
Se non siamo pronti a soffrire con Cristo, non conosciamo Dio (I Giovanni 4:8). Ecco la semplice verità.
La Chiesa sofferente non ce la farà senza di noi (Ebrei 11:40), e neanche noi ce la faremo senza di lei. Le fratture nel corpo di Cristo devono essere sanate per la Sua causa e per la causa del Regno di Dio.
"Affinché io Ti conosca" dovrebbe esprimere il nostro desiderio quotidiano, finché Dio si manifesti in tutta la Sua maestà e misericordia come "il Dio clemente" (Salmo 99:8).
Vostro
Fratello Andrea
In questo articolo ricordiamo alcune persone per cui abbiamo pregato in passato. Avete letto di loro nella nostra rivista, li avete visti nel nostro film "Più forte delle armi", oppure avete sentito parlare di loro nella nostra cassetta di preghiera.
Anja Hrykin
Cecenia
Quando Anja, una profuga tredicenne, è tornata a Grozny (la capitale cecena) per cercare sua madre, è caduta nelle mani dei ribelli ceceni che l'hanno maltrattata terribilmente. E' scampata per miracolo ed in seguito è stata accolta nella casa che abbiamo a Krasnodar (Russia) per accogliere i profughi della chiesa battista cecena.
Per puro miracolo, nel mese di maggio, è stata ritrovata anche la madre di Anja. Anche lei è stata ospitata amorevolmente nella nostra casa. Si chiama Nadezhda, una donna emotivamente poco stabile che adesso si trova in condizioni precarie. Per nove mesi ha cercato sua figlia fra le macerie di Grozny. La sua casa è stata rasa al suolo. Durante la guerra non era possibile trovare cibo. Ogni tanto i suoi vicini le davano qualcosa, benché anch'essi avessero fame. E' un miracolo che Nadezhda sia ancora viva! Adesso, a causa di tutti gli orrori subiti, ha più che mai bisogno di cure psichiatriche. Anche il rapporto con la figlia adolescente non è facile. Ora stiamo cercando di mandare Anja a scuola per farle recuperare i cinque anni di studio perduti.
Gladys Staines
India
Gladys è la vedova del missionario Graham Staines che è stato arso nella sua auto il 21 gennaio 1999 da estremisti indù. Insieme
a lui, sono morti fra le fiamme anche i suoi due figli Timothy e Philip. Gladys è rimasta in India per continuare il lavoro del marito. Sua figlia Esther di 15 anni frequenta una scuola in Australia. Questa primavera, entrambe hanno visitato i parenti negli Stati Uniti e in Canada. Gladys ha scritto: "Non avevamo mai visto Isaac, il mio nipote più giovane. Quanto assomiglia ai nostri ragazzi Timothy e Philip! Ora che siamo tornate sentiamo ancora più di prima la loro mancanza". Il lavoro nel lebbrosario cresce e stanno pianificando la costruzione di un ospedale con quaranta letti dove i lebbrosi potranno essere anche operati.
René Camahort
Filippine
Questo operaio filippino è stato detenuto in Arabia Saudita da agosto del 1995 fino a maggio del 1999. Tornato a Manila ha scoperto che sua moglie se n'era andata con uno spacciatore e che aveva trascurato e sfruttato scandalosamente i loro cinque figli. La figlia Malou e il figlio René jr. erano costretti a vendere stupefacenti. La figlia maggiore Bibay e Malou erano state vendute ad un bordello. Malou è riuscita a scappare, ma Bibay è drogata e al ritorno di René era anche incinta da nove mesi. Lei soffriva inoltre di polmonite ed è sopravvissuta a malapena al parto. Ora si è disintossicata dalla droga ed ha un neonato sano, chiamato anch'egli René. Il figlio René jr. è rimasto in un centro di ricupero da dicembre fino a giugno, ora anch'egli è guarito. René ha frequentato un corso serale in una scuola biblica, e desidera migliorare la sua preparazione per poter avvertire meglio la gente dei pericoli dell'islam, come d'altronde aveva già fatto in carcere. Ora però la sua priorità è la cura dei figli che devono recuperare cinque anni di scuola. La figlia maggiore invece non va a scuola ma si prende cura del suo bebè e del resto della famiglia.
René ha ricevuto da Porte Aperte un furgone taxi col quale può guadagnarsi la vita. Pur sapendo che sono strumenti nelle mani di Dio, ha voluto esprimere la sua sincera gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito alle spese di quel veicolo. Tutti i suoi problemi non sono ancora risolti, ma René ha un carattere forte e pone al cento per cento la sua fiducia in Dio.
Soner Önder
Turchia
Soner è rinchiuso in prigione dal 1991. E' innocente, ma è stato condannato per terrorismo. Aspetta già da oltre due anni la revisione del suo processo dalla Corte d'Appello Europea a Strasburgo, ma per colpa della lentezza della burocrazia la sua causa non è ancora stata riesaminata.
I 44 prigionieri di Acteal
Messico
L'azione svolta, da molti fratelli di tutto il mondo, a favore delle 43 persone arrestate ingiustamente dopo la sparatoria ad Acteal, non ha ancora riportato molto successo.
I prigionieri sono disperati. Quest'estate hanno iniziato uno sciopero della fame, che in seguito è stato interrotto per non ostacolare le eventuali trattative di riconciliazione tra gli evangelici, i cattolici, gli Zapatisti e i rappresentanti della religione indigena degli Indios.
Per il resto, la situazione politica non sembra favorire una soluzione rapida del conflitto. L'8 agosto Pablo Salazar è stato eletto governatore del Chiapas. Pablo è un membro praticante della chiesa evangelica del Nazareno, ma nella sua politica ha dimostrato molta simpatia per gli Zapatisti.
Recentemente un altro fratello, innocentemente coinvolto nella sparatoria, è stato arrestato. Si chiama Moises Perez, ha 20 anni ed è il quinto componente della sua famiglia finito dietro le sbarre. Così il numero di prigionieri per questa losca faccenda è salito a 44.
I carcerati sono molto grati del sostegno che hanno ricevuto attraverso le preghiere, le lettere e le petizioni. Anche voi, lettori della nostra rivista, avete reagito in modo sublime. Vi chiediamo di continuare a scrivere. Così le vittime saranno incoraggiate e il governo saprà che il loro caso è all'attenzione pubblica mondiale.
Gli indirizzi sono rimasti uguali. Se non li avete ancora, richiedetene l'elenco al nostro ufficio.
Pascuala Lopez
Messico
Trent'anni fa, quando Pascuala aveva 19 anni, fu incendiata di notte la casetta dove stava dormendo con sua sorella tredicenne, suo fratello dodicenne e due nipotine. Solo lei, suo fratello e una nipotina sopravvissero al vile attentato.
Pascuala ha dovuto subire un intervento di chirurgia plastica in America. Successivamente si è sposata con Manuel ed hanno avuto figli e nipoti. Ora abita a Betania, un villaggio di profughi evangelici, ed è molto attiva nella chiesa. Ogni domenica va con il marito ad evangelizzare a San Juan Chamula, una vera "fossa dei leoni".
Octavia Mendez
Messico
Nel 1994, quando Octavia aveva solo 14 anni, lei e le sue due sorelline videro assassinare i loro genitori dai caciques (capi locali). Lei stessa fu violentata ripetutamente.
Ora è sposata ed ha un bambino. Sua marito lavora nelle piantagioni di caffè vicino alla costa. Ogni tanto Octavia lo accompagna. Le sue due sorelline Leonicia e Martha abitano da una zia.
Miriam Amador
Colombia
Suo marito, il pastore Manuel Amador, fu assassinato nel 1996. Suo figlio maggiore Ahimelec ora è sposato e abita vicino a casa di sua madre. Gli altri figli vivono ancora con lei e frequentano la scuola. Con l'aiuto di Porte Aperte e di alcune chiese, la sorella Miriam adesso gestisce una sartoria dove lei, e alcune altre vedove, si guadagnano la vita.
David De Vinatea
Perù
David, un colonnello dell'esercito, è stato accusato falsamente di narcotraffico e condannato a 16 anni di prigione. Dal 1995 si trova in carcere fra i criminali che lui stesso ha fatto arrestare in passato. Lo scorso 15 luglio suo padre è morto a causa di un attacco cardiaco, ma David non ha avuto il permesso di partecipare ai funerali. In agosto il giudice ha respinto la sua richiesta di ottenere la libertà condizionata. La moglie Shelly e sua figlia lo visitano ogni mercoledì e sabato, e i suoi due figli ogni domenica.
Ayub Masih
Pakistan
Ayub è stato accusato di bestemmia contro l'islam e si trova già dal 14 ottobre 1996 in carcere. In quel periodo cercarono diverse volte di ucciderlo. La sua causa si sta trascinando. Un difensore dei diritti umani in Pakistan ha detto: "Il suo processo viene volutamente rimandato all'infinito, d'altronde Ayub rischierebbe di essere assassinato se fosse assolto e rilasciato".
"Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato Me" (Giovanni 15:18)
Cina
Lunedì 1° gennaio - La setta "Il fulmine dall'oriente" offre fino a 300.000 lire (una somma enorme per i cinesi) ai cristiani che aderiscono. Molti credenti poveri cedono alla tentazione. Non si sa da dove prenda tutti quei soldi quel movimento. Pregate affinché la setta si dissolva, perché ha già fatto troppe vittime.
Martedì 2 gennaio - Lo scorso aprile molti credenti del nord est della Cina sono stati visitati da poliziotti, questi ultimi li hanno ammoniti a non seguire più i programmi radio cristiani trasmessi da Taiwan. Tutti quei credenti, a seguito delle trasmissioni, avevano scritto ad un indirizzo di Hong Kong, che da alcuni anni fa parte della Cina. Probabilmente i loro indirizzi sono caduti nelle mani della polizia. Pregate che la polizia cinese cominci a combattere la delinquenza anziché la Chiesa.
Mercoledì 3 gennaio - Il risveglio sta espandendosi fra i bambini anche più che fra i genitori. Pregate per i nostri programmi di supporto per coloro che lavorano fra i minorenni. Le comunità familiari hanno "scoperto" i bambini solo cinque anni fa; perciò c'è bisogno di recuperare molto in questo campo.
Fronte interno
Giovedì 4 gennaio - Siamo all'inizio di un nuovo anno e sentiamo il bisogno della guida di Dio. Come missione, desideriamo fare esattamente ciò che Lui si aspetta. Pregate per noi.
Venerdì 5 gennaio - Oggi vi chiediamo di pregare per tutto il personale della nostra missione. Alcuni di noi sono chiamati a prendere decisioni difficili, altri a viaggiare in posti pericolosi. Anche i fratelli che svolgono lavori noiosi in qualche ufficio hanno bisogno delle vostre preghiere.
Mondo musulmano
Sabato 6 gennaio - Pregate per la Chiesa sofferente e in particolare per gli ex musulmani convertiti a Cristo, affinché ottengano da Dio la fede, il coraggio e la protezione di cui hanno bisogno.
Domenica 7 gennaio - Pregate affinché sia le chiese locali sia i missionari diano una testimonianza forte ed incisiva fra i musulmani.
Lunedì 8 gennaio - Pregate affinché lo Spirito Santo apra i cuori dei musulmani all'Evangelo.
Sri Lanka
Martedì 9 gennaio - Ora che evangelizzano di più, gli evangelici vengono maggiormente perseguitati. Pregate affinché non si lascino intimidire e che riescano a sopportare le pressioni.
Mercoledì 10 gennaio - C'è molto bisogno di preparazione biblica fra i responsabili. Pregate affinché Porte Aperte ed altre organizzazioni riescano a colmare questa lacuna.
Bangladesh
Giovedì 11 gennaio - Ringraziate Dio perché in questo paese si può evangelizzare apertamente. Molte persone, soprattutto provenienti dall'induismo, si convertono a Cristo.
Venerdì 12 gennaio - Negli ultimi anni si evangelizza di più anche fra i musulmani. Il governo lo permette, ma i convertiti sono oppressi dai propri familiari. Pregate affinché le chiese abbiano la saggezza di accogliere e di rafforzare questi nuovi credenti nel modo più adeguato.
Sabato 13 gennaio - Da poco esiste una piccola chiesa in mezzo a un quartiere islamico. I membri sono tutti ex musulmani. Pregate affinché questi credenti siano testimoni viventi di Gesù in quel quartiere, e che i musulmani fanatici lascino in pace la comunità.
India
Domenica 14 gennaio - Pregate per Gladys Staines, la vedova del missionario Graham Staines, ucciso nel 1999. Invece di tornare in Australia (la sua patria), Gladys continua il lavoro di suo marito in India.
Indonesia
Lunedì 15 gennaio - Molti uomini d'affari sono cristiani di origine cinese che suscitano facilmente l'invidia dei poveri musulmani. Questi ultimi sfogano i loro rancori su di loro, senza capire che l'economia indonesiana poggia in gran parte sulle industrie cinesi. Pregate affinché Dio protegga queste industrie e che i cinesi siano una testimonianza cristiana.
Martedì 16 gennaio - Pregate per i seminari, durante i quali passiamo alla Chiesa indonesiana minacciata dall'islam, le lezioni che abbiamo appreso dai credenti del Sudan e di altri paesi. Alcuni cristiani cinesi hanno cominciato a piangere quando un pastore sudanese ha detto che è meglio fuggire piuttosto che rinnegare il nome di Gesù. Durante le sommosse a Giacarta, questi cristiani cinesi avevano scritto "musulmano" sui vetri dei loro negozi per scampare alle devastazioni.
Mercoledì 17 gennaio - Pregate affinché le agitazioni nelle isole Molucche si spengano e non dilaghino ad altre parti dell'Indonesia dove abitano molti cristiani, come l'isola di Sulawesi e di Irian Jaya.
Giovedì 18 gennaio - Pregate affinché il governo riesca a disarmare e a frenare le migliaia di combattenti della "jihad" (guerra santa). Se riusciranno a perseguire i loro scopi a Giava ci sarà da temere il peggio per i cristiani giavanesi che costituiscono una piccola minoranza.
Venerdì 19 gennaio - Una nuova organizzazione fondamentalista, la "mujahedin indonesiana", vuole l'introduzione della sharia, la legislazione musulmana. Pregate affinché questo loro desiderio non si realizzi mai, perché sarebbe un disastro per la nazione e per la Chiesa.
Sabato 20 gennaio - Continuate a pregare per Salmon Ongirwalu, Yanuardi Koto e Robert Marthinus, tre cristiani della città di Padang (Sumatra occidentale). Sono stati condannati rispettivamente a 10, 7 e 6 anni di carcere perché accusati falsamente di aver rapito una ragazza islamica e di averla costretta a convertirsi al cristianesimo. In luglio è stato respinto il loro ricorso in appello.
Sudan
Domenica 21 gennaio - Alcuni responsabili di chiesa in Sudan pregano per la pace, ma non tutti. Secondo parecchi di loro, la pace rischierebbe di segnare la fine dell'evangelizzazione fra i musulmani. Pregate per i cristiani costretti a vivere in queste situazioni difficili a Khartoum e nelle altre città dove si sono rifugiati.
Lunedì 22 gennaio - Ringraziate Dio per le numerose opportunità che concede per la diffusione dell'Evangelo. E ringraziateLo anche per gli evangelisti coraggiosi. Ogni giorno il film sulla vita di Gesù è proiettato in 38 luoghi in Sudan. In aprile, una grande campagna di evangelizzazione ha raggiunto mezzo milione di persone con l'Evangelo. Un evangelista ha affermato che non c'è casa a Khartoum dove il Lieto Messaggio non sia ancora stato ascoltato.
Martedì 23 gennaio - Pregate che le chiese riescano a provvedere le cure spirituali ai numerosi neoconvertiti. Sono impegnate al massimo in questo. Pregate che riescano anche a stampare materiali sufficienti per aiutare i nuovi credenti.
Mercoledì 24 gennaio - Un evangelista ha detto: "Le opportunità per l'evangelizzazione sono cresciute soprattutto da quando le chiese si sono unite". Pregate che questa unità resti. Purtroppo in una grande denominazione si stanno creando nuove divisioni.
Cina
Giovedì 25 gennaio - Grazie a Dio, a giugno il fratello Xu Yongze è stato rilasciato dopo una detenzione di tre anni. Xu è il leader di un grande movimento di comunità familiari. Durante la sua assenza il movimento è stato guidato da altri. Pregate affinché Xu possa reinserirsi perfettamente nel "suo" movimento.
Venerdì 26 gennaio - Il governo cinese vorrebbe che lo "scomodo" Xu Yongze emigri in America. Pregate affinché Xu possa cercare e seguire la volontà di Dio in ogni decisione.
Sabato 27 gennaio - La libertà di stampa è aumentata. Molte librerie adesso vendono libri cristiani e persino parti della Parola di Dio o riassunti della Bibbia. Ringraziate Dio per questi recenti sviluppi.
Nigeria
Domenica 28 gennaio - Le tensioni stanno aumentando enormemente da quando una provincia dopo l'altra ha introdotto o sta introducendo la sharia. Pregate per il presidente cristiano Obasanjo, affinché riesca a mantenere la pace e a difendere i diritti dei cristiani.
Cecenia
Lunedì 29 gennaio - Ringraziate Dio perché Anja Hrykin ha ritrovato sua madre. Pregate affinché ricevano una buona cura spirituale, ambedue sono gravemente segnate dagli eventi che hanno subito.
Martedì 30 gennaio - Pregate anche per gli altri profughi ceceni che vivono nella nostra casa a Krasnodar. Alcuni vorrebbero ritornare a Grozny, ma non conoscono la sorte che li attende là.
Mercoledì 31 gennaio - Pregate affinché la guerra in Cecenia finisca. Sta seminando odio fra i cristiani e i musulmani. Anche in altre parti della Russia c'è diffidenza verso gli islamici.
Messico
Giovedì 1° febbraio - Finora l'azione mondiale a favore delle 43 persone arrestate ingiustamente dopo la sparatoria ad Acteal non ha avuto molti risultati positivi. I prigionieri sono disperati. L'estate scorsa hanno interrotto uno sciopero della fame. Recentemente è stato arrestato un altro fratello. Si chiama Moises Perez ed ha vent'anni. Pregate per loro.
Perù
Venerdì 2 febbraio - Pregate per David De Vinatea e per la sua famiglia. Il 15 luglio è morto suo padre, ma David non ha ottenuto il permesso di presenziare ai funerali. In agosto il giudice ha respinto la sua richiesta di libertà condizionata.
Fronte interno
Sabato 3 febbraio - Oggi vi chiediamo di pregare per tutti i nostri corrieri.
Sono centinaia di fratelli che, da tutto il mondo, affrontano viaggi costosi e difficoltà per portare la Parola di Dio alla Chiesa perseguitata.
Domenica 4 febbraio - Vi chiediamo anche di pregare affinché Dio chiuda gli occhi dei doganieri, quando le nostre squadre di corrieri attraversano le frontiere "difficili".
Notizie dalla Chiesa Perseguitata
Perù
Nuova speranza per gli innocenti nelle prigioni peruviane
Verso la fine di giugno il governo peruviano ha insediato un nuovo comitato, il Consiglio Nazionale per i Diritti Umani, col compito di indagare sulle sentenze di coloro che sono stati accusati ingiustamente di terrorismo. Nella sua lotta contro i guerriglieri di "Sendero luminoso", il presidente Fujimori ha rinchiuso migliaia di persone dietro le sbarre, fra le quali si trovano centinaia di innocenti. Secondo Alfonso Wieland, direttore dell'organizzazione protestante "Pace e Speranza", almeno 316 innocenti si trovano ancora in carcere, fra cui 40 cristiani evangelici. Il comitato precedente, che è stato sciolto il 31 dicembre 1999, nell'arco di tre anni, è riuscito a far liberare 469 detenuti innocenti, fra i quali 32 cristiani evangelici. (PA)
Cuba
Un fenomeno nuovo a Cuba: culti per bambini
A Cuba gli incontri per bambini crescono come i funghi, soprattutto nella capitale l’Avana. Durante le riunioni i bambini fra i 3 e i 14 anni vengono intrattenuti da clown, con il teatrino dei burattini, con il canto e con storie bibliche. Questi gruppi sono ospitati nelle case dei monitori che invitano i bambini del quartiere. Una comunità, iniziata a gennaio del 2000, in marzo contava già sulla presenza di 170 bambini. Più della metà di questi bambini hanno genitori atei. Un pastore pentecostale ha detto: "I genitori atei, pur essendo non credenti, mandano i loro bambini alle riunioni. Scoprono che l'insegnamento su Dio va bene ai loro figli e li rende felici". In media queste comunità consistono di una quarantina di bambini, che si riuniscono una sera la settimana o ogni quindici giorni. (PA)
Indonesia
A Poso anche i cristiani hanno reagito con la violenza
Quasi tutti credono che la lotta fra i cristiani e i musulmani sia iniziata a febbraio del 1999 sull'isola di Ambon, in realtà la jihad (guerra santa) era cominciata prima in Indonesia. Anche i massacri delle truppe indonesiane sulla parte orientale dell'isola di Timor, non hanno segnato l'inizio della jihad. Infatti, già durante i giorni di Natale del 1998 i combattenti islamici hanno attaccato i cristiani della città di Poso sull'isola di Sulawesi. In quell'occasione hanno incendiato duecento case di cristiani senza che la notizia fosse divulgata dai mass media. Quest'anno i musulmani hanno fatto un'altra incursione nel mese di aprile, incendiando 800 case. Da allora molti cristiani di Poso hanno detto che la misura era colma: "Non abbiamo più di due guance da porgere al nostro nemico. Ora ci difenderemo".
A maggio i cristiani esasperati hanno scoperto un piano dei musulmani di uccidere tutti i responsabili delle chiese di Poso. Allora hanno messo da parte gli insegnamenti di Cristo ed hanno teso un'imboscata agli islamici in cammino per Poso. Purtroppo hanno ucciso mille musulmani, mentre fra loro ci sono stati un centinaio di morti. Poi hanno incendiato 9000 case di musulmani. Ormai quasi tutti i musulmani della zona di Poso sono fuggiti. Queste notizie ci sono state riportate da un pastore che ha visitato questa città lo scorso giugno.
Laos
Anche in Laos i cristiani sono perseguitati
Le condizioni dei cristiani in Laos sono ancora peggiori di quelle dei credenti nel Vietnam. In ambedue questi paesi vengono perseguitati soprattutto i cristiani fra le minoranze etniche, le cosiddette tribù montane. I credenti sono messi sotto pressione affinché firmino un documento di abiura della loro "religione straniera". Devono promettere di rinunciare ad ogni futuro coinvolgimento e di seguire fedelmente il Partito Comunista, il governo e le autorità locali per lo sviluppo del loro paese. Con il termine "religione straniera" si intende la fede evangelica, che sarebbe "stata sfruttata dagli imperialisti per i propri interessi, con l'obiettivo di seminare discordie e di accrescere la loro potenza contro le autorità locali". Secondo gli osservatori ci sarebbero circa 60 cristiani in pessime condizioni nelle prigioni del Laos, a causa della loro fede. (WEF)
Indonesia
Cristiani hanno contribuito alle spese della jihad ad Ambon
In varie zone dell'Indonesia sono state raccolte delle collette per finanziare il "Laskar Jihad", il movimento che ha alcune migliaia di combattenti sull'isola di Ambon con lo scopo di espellere i cristiani. "Non ci saranno più celebrazioni cristiane ad Ambon", è il loro slogan.
Oltre mille cristiani sono fuggiti a Kendari (Sulawesi orientale). Anche qui i militanti islamici hanno fermato gli automobilisti per chiedere loro con fare intimidatorio, un contributo "volontario" per la jihad.
Nel baluardo musulmano Makassar (Ujungpandang), nei pressi dell'università islamica, i passanti sono costretti a mostrare la loro carta d'identità. Se da essa risulta che sono cristiani vengono randellati. Parecchi cristiani a Makassar e a Sumatra avrebbero dato un contributo alla jihad per evitare pestaggi. (PA)
Nigeria
La sharia lacera la Nigeria
Fra febbraio e maggio di quest'anno, sono scoppiate due sommosse nella città di Kaduna, nel Nord della Nigeria, a causa dell'introduzione della sharia. Venti pastori cristiani sono stati uccisi, alcuni dei quali nella propria chiesa.
Ultimamente anche la provincia Yobe ha annunciato di introdurre la sharia dal primo ottobre 2000.
Così il numero di provincie che hanno adottato la legge coranica, sale a cinque: Kano, Zamfara, Niger, Sokoto e Yobe. Quando entrò in vigore la sharia nella provincia di Kano erano presenti delegazioni dalla Libia, dall'Arabia Saudita, dall'Iran e dal Sudan.
Le chiese nigeriane, unite nella CAN, hanno esortato i loro membri a non accettare passivamente la sharia, ma di reclamare i loro diritti costituzionali. La CAN ha anche annunziato di citare in tribunale i responsabili di "questo attentato ai diritti dei cristiani".
Fronte Interno
Olanda
Quarantamila firme per i detenuti cristiani in Vietnam
Quarantamila persone hanno firmato per sostenere l'azione, svolta da Porte Aperte in Olanda, a favore dei cristiani nelle carceri vietnamite. Vogliamo ringraziarle di cuore! Fra le tante firme ce n'erano alcune provenienti persino dalla Tanzania, dove erano state raccolte da un missionario olandese.
Il 1° agosto il signor Arnold Van Heusden, direttore dell'Alleanza Evangelica Olandese, ha consegnato una petizione con le 40.000 firme al consigliere di Stato Bui Van Tien. Il signor Van Tien ha detto di non capire come in Vietnam ci potrebbero essere dei cristiani in carcere per la sola ragione di aver praticato la loro fede. Ha però promesso di indagare sui 25 prigionieri dei quali gli abbiamo fornito i nomi e gli indirizzi. Fra qualche tempo gli chiederemo a quali conclusioni siano giunte le sue indagini.
L'azione si è concentrata sui 25 prigionieri dei quali conosciamo i nomi e gli indirizzi, in realtà pensiamo che ci siano oltre cento credenti nelle carceri vietnamite a causa della loro fede. Preghiamo dunque affinché questa iniziativa raggiunga buoni risultati, e che la sorte dei credenti in Vietnam possa migliorare, in armonia con la loro Costituzione che "dovrebbe garantire" la libertà di religione.
Cina
Ottantacinque cristiani arrestati
La polizia ha fatto irruzione in un locale delle Comunità Familiari nella città di Fangcheng. In quella chiesa tre fratelli dagli Stati Uniti, stavano tenendo un corso biblico a centotrenta credenti. I poliziotti hanno arrestato oltre cento fratelli. I tre insegnanti sono stati espulsi entro 48 ore. Il centro per i diritti umani e la democrazia di Hong Kong, ha riportato i casi di 85 cristiani imprigionati con l'accusa di appartenenza ad una setta. (PA)
Corea del Nord
Cristiani giustiziati?
Si teme che sette cristiani di età compresa fra i 15 e i 58 anni, siano stati giustiziati a causa della loro fede. La Corea del Nord, un o stato fanaticamente ateo, continua ad opporsi a tutte le fedi religiose. Al congresso americano, ad aprile del 1999, dei testimoni hanno affermato che i detenuti per motivi religiosi sono sottoposti a condizioni più dure di tutti gli altri prigionieri. Nel suo rapporto annuale sulla libertà religiosa in tutto il mondo, il Dipartimento di Stato Americano, cita informazioni non confermate, secondo le quali 23 cristiani sarebbero stati giustiziati fra ottobre del 1999 ed aprile del 2000. In questo paese di venti milioni di abitanti, malgrado qualche chiesa di facciata, i credenti e le pratiche religiose non sono tollerate. (PA)
Porte Aperte è diventata ONLUS
Anche la nostra missione, per le specificità del suo ministero, può beneficiare dello status di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale).
Per noi non cambierà assolutamente niente e continueremo a svolgere il nostro lavoro come abbiamo sempre fatto.
Per voi. invece, ci sono delle interessanti novità! Potrete detrarre nella dichiarazione dei redditi, a partire dal 2000 e secondo le normative vigenti, tutte le offerte documentabili (inviateci con bollettino di versamento postale, bonifico o assegno bancario).
Novità
Abbiamo un nuovo film!
Si intitola: "Le strisce della zebra". E' ambientato in Africa e descrive la difficile situazione che devono affrontare i nostri fratelli in zone molto difficili, in cui c'è guerra, carestia, violenza e discriminazione. Nelle situazioni più ostili però vediamo i nostri fratelli vincere. Che esempio e che incoraggiamento sanno darci!
Mentre siamo in fase di stampa di questo giornalino stiamo doppiando il film e saremo disponibili a venirlo a proiettare anche nella tua chiesa all'inizio del 2001.
Un impegno rilevante nel nostro ministero consiste nel far conoscere alla chiesa italiana le difficoltà dei fratelli perseguitati. Per questo scopo abbiamo degli splendidi audiovisivi che proiettiamo nelle chiese. Invitateci anche nella vostra chiesa a proiettare:
"Le strisce della zebra"
Soccorso alle vittime
Nell'articolo di fondo potete leggere le ultime notizie di alcune persone che sono state perseguitate a causa della loro fede in Cristo. Abbiamo chiesto di pregare per loro, ma in molti casi li abbiamo anche aiutati materialmente. Così René Camahort ha ricevuto uno jeepney (un grande taxi) con cui adesso può guadagnarsi la vita. Anja Hrykin e sua madre sono state accolte in una casa che è stata comprata da Porte Aperte. Miriam Amador ha potuto aprire una sartoria con il nostro aiuto.
Potete sostenere questo lavoro tramite un'offerta per il nostro progetto "Soccorso alle vittime".
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