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Porte Aperte - al servizio dei cristiani perseguitati
Magazine
Novembre 2002
n°107

© 2002 Open Doors International
Materiale pubblicato con permesso

Indice dei Numeri on-line


Il peso della responsabilità - di Johan Companjen

Dalla presa di potere da parte dei comunisti nel 1975, solo l'anno scorso le "Chiese Evangeliche del Vietnam" (Tin Lanh) sono state riconosciute dal governo vietnamita. Il pastore Pham Xuan Thieu è stato il primo presidente di questa denominazione ed è improvvisamente morto di attacco cardiaco.

Era alla presidenza da aprile del 2001, da quando la Tin Lanh ha ricevuto il riconoscimento legale. Laureatosi al Gordon Conwell Theological Seminary negli Stati Uniti, il pastore Thieu era un professore di teologia rispettato da tutti per il suo ministero, che per molti anni aveva dovuto svolgere clandestinamente. Il governo spingeva perché fosse eletto presidente un pastore di cui poteva fidarsi, ma i responsabili più accreditati e la maggior parte dei delegati all'assemblea della Tin Lanh non si sono piegati a quelle pressioni. Vista la loro determinazione, il governo ha dovuto rinunciare. La scelta del pastore Thieu è stata accolta con grande gioia e come una chiara risposta alle preghiere. Sin dall'inizio il pastore Thieu sapeva di non avere accettato un incarico facile. Dopo la sua elezione si è definito come "un muratore che deve ricostruire una struttura dalle macerie.

Fin dall'inizio le autorità comuniste non hanno rispettato l'integrità delle Chiese Evangeliche del Vietnam. La parte più consistente della denominazione, le chiese tribali sparse su tutti gli Altipiani Centrali del Vietnam, non ha mai ricevuto un riconoscimento legale. Vessazioni e persecuzioni delle minoranze etniche cristiane sono, di fatto, aumentate perché alcuni cristiani hanno avuto il coraggio di far conoscere gli abusi sofferti dal loro popolo. Thieu ed i responsabili del Tin Lanh ne erano consci, ma i loro appelli pacifici sono stati ignorati.

Lo scorso maggio, una delegazione di otto rappresentanti del governo e otto esponenti religiosi del Vietnam, si è recata negli Stati Uniti. Il pastore Thieu era fra costoro. Ospiti della Chiesa Metodista Unita, hanno cercato di testimoniare la grave situazione degli abusi contro la libertà religiosa e i diritti umani perpetrati in Vietnam. Il pastore Thieu era molto titubante a proposito della sua partecipazione a questo viaggio. Sapeva che si sarebbe attirato delle critiche, ma temeva che le conseguenze del suo rifiuto sarebbero state peggiori. Mi chiedo cosa avrà provato dovendo ascoltare le false dichiarazioni di uomini controllati dallo stato, che illustravano entusiastiche relazioni sulle "fiorenti attività religiose, libertà e cooperazione col governo nel suo paese".

Ha fatto del suo meglio per contenere i danni parlando molto diversamente dal resto della delegazione, ma senza dubbio il danno è stato fatto. Il governo aveva intenzionalmente cercato di danneggiare la reputazione di Thieu fra i suoi colleghi, esercitando su di lui forti pressioni affinché facesse parte di quella delegazione. In parte ci sono riusciti. La partecipazione sua e di due altri rappresentanti delle Chiese Evangeliche del Vietnam, ha scatenato un vulcano di reazioni fra gli evangelici vietnamiti in patria e all'estero. I responsabili della denominazione di Thieu hanno usato termini quali "ingenuo", "poco saggio" e "manovrato". I responsabili della più grande organizzazione di comunità familiari, hanno dichiarato che la reputazione della chiesa in Vietnam è stata danneggiata sia in casa sia all'estero. Queste parole forti hanno indubbiamente appesantito il fardello che era sulle sue spalle.

Il presidente Thieu non era rimasto con le braccia conserte. Per esempio, aveva cercato di ottenere dal governo il permesso di riaprire una scuola biblica e riprendere ad istruire pastori dopo 27 anni di inattività. Il suo approccio col governo incoraggiava i cambiamenti positivi e non si basava sui problemi del passato. Tristemente, e forse in modo prevedibile, il governo non ha risposto in buona fede. Non c'è ancora nessuna scuola biblica.

Come non credere che Thieu e gli altri responsabili non abbiano cercato il modo di venire in aiuto alle chiese tribali. (I cristiani delle minoranze etniche costituiscono la maggioranza del milione e centomila cristiani evangelici in Vietnam). Il risveglio si è diffuso sugli Altopiani, con un numero di credenti straordinariamente in continua crescita, nonostante le ondate di dura repressione che si sono abbattute su di loro. Le critiche dei responsabili delle comunità familiari devono avere ferito il pastore Thieu. Sono a conoscenza di molti sforzi fatti negli ultimi anni per sanare le spaccature createsi fra la chiesa "madre" Tin Lanh e i suoi numerosi "figli e figlie", che l'hanno lasciata per far parte delle comunità "non ufficiali". Ora la spaccatura si è probabilmente allargata.

Nella sua posizione il pastore Thieu aveva poche persone a cui rivolgersi per consigli spirituali. Era già fisicamente indebolito l'anno in cui è stato eletto, il suo corpo ha ceduto il 24 giugno del 2002 per un attacco cardiaco all'età di 60 anni. Un vietnamita parlando di lui da detto: "Il cuore di quest'uomo integro era talmente ferito dalle manipolazioni e dalle forzature subite durante il suo viaggio di 'propaganda' negli Stati Uniti in maggio, che ha semplicemente smesso di funzionare. Talvolta Dio dona sollievo ai Suoi figli sovraccarichi in modi inaspettati".

Ad un incontro di preghiera cui ho partecipato recentemente, una donna ha pregato così: "Signore, noi possiamo pregare". Le sue parole mi hanno toccato e mi hanno sfidato.Quante preghiere necessitano le persone nella posizione del pastore Thieu!

Il pastore Duong Thanh ha occupato il suo posto alla presidenza del Tin Lanh. Anni fa, quando ero un giovane missionario, nuovo in questo paese, mi diede tanti buoni consigli in molte occasioni. Oggi la sua responsabilità è enormemente aumentata. Così pure il suo peso. Io posso pregare. Tu puoi pregare. Noi possiamo pregare, affinché responsabili come il pastore Duong Thanh siano in grado di sostenere la furia della tempesta.


Porte Aperte in Vietnam

Desideriamo condividere con voi il seguente rapporto che uno dei responsabili di chiesa del Vietnam ha inoltrato a Porte Aperte. Lui da molto tempo è un nostro collaboratore e coordina, sul posto, il nostro principale programma di preparazione biblica nel paese. E' il sovrintendente di un centro di addestramento in un luogo strategico del Vietnam.

"Ricordo ancora molto chiaramente gli eventi accaduti dopo la presa di potere da parte dei comunisti nel 1975. Dal 30 aprile del 1975 alla fine del 1979, alcune chiese furono chiuse. Ogni attività della Chiesa in Vietnam era "censurata" e strettamente sorvegliata. In alcune zone non era permessa alcuna attività religiosa. Alcuni pastori e predicatori, attivi servitori di Dio, furono rinchiusi nelle quattro mura della chiesa. L'evangelismo fu praticamente fermato. Alcuni cristiani ne furono talmente rattristati da perdere gradualmente la fede e allontanarsene. Ma io ho perseverato essendo pienamente fiducioso nella verità della Parola di Dio così come Egli me la proponeva in Geremia 32:27: «Ecco, io sono il Signore, Dio di ogni carne; c'è forse qualcosa di troppo difficile per me?» Continuavo a condurre studi biblici segretamente in alcuni luoghi. Grazie a queste riunioni i credenti rimasti erano fortificati nella fede ed erano disposti a sopportare la persecuzione per amore di Cristo.

Ho iniziato delle classi dove i nuovi credenti potevano studiare la Bibbia per essere edificati nella fede e servire il Signore. Tuttavia, potevo farlo in maniera molto limitata perché c'era così tanto da fare e noi eravamo in pochi a farcene carico. Ho pregato molto affinché Dio ci provvedesse i mezzi per fortificare la Sua Chiesa e affinché Lui "mandasse operai nella Sua messe".

Un giorno un collega mi parlò di Porte Aperte. Mi disse che era disposta ad aiutarci ad insegnare la Bibbia alla nostra gente. Più tardi scoprì che la principale vocazione di Porte Aperte è proprio quella di camminare al fianco dei fratelli perseguitati come noi per incoraggiarci ed aiutarci a perseverare nella fede in mezzo a circostanze avverse. I fratelli di Porte Aperte hanno parlato con noi per concordare di attuare un programma di addestramento per coprire tutte le aree che noi non eravamo riusciti a raggiungere prima. Proprio in questo periodo abbiamo sperimentato una notevole crescita nelle chiese. Avevamo bisogno di pastori, evangelisti e predicatori per curare i nuovi convertiti. Con la chiusura delle scuole bibliche, questi programmi di addestramento ed istruzione provvedevano a colmare quella lacuna per la nostra gente. In cuor mio sapevo che Dio stava rispondendo alle nostre preghiere.

Abbiamo iniziato ad organizzare corsi a Ho Chi Min City, espandendoci poi nelle vicine province ed oltre. Abbiamo istituito corsi in molti distretti. Tra una provincia e l'altra coprivamo distanze di 350/400 chilometri sia lungo la costa sia sugli altipiani. Il numero dei partecipanti aumentava come pure il loro stato di benessere spirituale. Abbiamo ricevuto molte altre richieste, pertanto è stato necessario invitare insegnanti locali volontari che ci aiutassero a far fronte alla crescente mole di lavoro.

Alcune chiese che vi avevano preso parte ci hanno confermato i benefici ricevuti in termini di crescita numerica e forza spirituale. Infatti il risultato più evidente dei corsi di istruzione per predicatori e collaboratori era l'incremento di nuovi convertiti. La fede dei partecipanti era edificata e fortificata. Molti credenti sono stati incoraggiati a servire Dio con tutto il loro cuore secondo le loro capacità. Molti credenti sono stati equipaggiati e si sono disposti ad andare per evangelizzarle.

Nel mio solo distretto sono state aperte 83 nuove comunità con 8020 membri. In una provincia dove c'erano già 14 chiese, ne sono state formate sette. In un'altra provincia alle tre chiese già presenti ne sono state avviate 12. In una terza provincia le nove chiese esistenti hanno contribuito all'apertura di altre 25. In una quarta, 10 chiese hanno dato vita ad altre 36 comunità. Le nuove chiese non hanno mai avuto il permesso di costruire nuove strutture o luoghi di culto. Quindi hanno iniziato a riunirsi nelle case. In alcune zone sono costretti a cambiare continuamente il luogo d'incontro per evitare vessazioni o arresti della polizia. Delle 134 vecchie e nuove comunità, 110 sono coinvolte nei corsi di istruzione biblica. Il nostro scopo è quello di coinvolgere anche le altre nel prossimo futuro.

Attualmente ai corsi biblici che si tengono in sei province partecipano 350 fratelli. Questi credenti, a loro volta ne istruiscono altri 780/800 nelle loro rispettive chiese. Abbiamo 112 predicatori nel mio distretto che hanno ricevuto una preparazione biblica e si sono impegnati per servire il Signore. Sono stati mandati secondo le richieste di ogni area. In un'area abbiamo inviato 27 predicatori. In un'altra ne abbiamo mandati 37. In una terza 21; in una quarta 18 e in una quinta 9. Abbiamo avuto notizia di miracoli avvenuti nelle zone dove hanno predicato. Malati incurabili sono stati guariti, tossicodipendenti e persone possedute da spiriti malvagi sono state liberate. Alcuni di loro ora partecipano a corsi biblici perché desiderano essere preparati a servire Dio. Quindi posso identificarmi con quello che l'apostolo Paolo esprime in Filippesi 1:6 "...E ho questa fiducia: che Colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù." Credo che il programma di istruzione biblica continuerà a contribuire all'espansione del Vangelo in Vietnam affinché molte persone siano salvate e il Signore ritorni presto. Come il Signore ha detto in Matteo 24:14, «E questo Vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine». Pertanto di fronte a situazioni difficili e agli inconvenienti che la Chiesa affronta, vogliamo perseverare nel dare una preparazione biblica alla nostra gente attraverso questi programmi, per la grazia e la potenza di Dio. Oltre all'istruzione biblica, siamo grati a Porte Aperte per aver messo a disposizione della nostra gente Bibbie, materiale per la Scuola Domenicale e per i corsi di istruzione, nonché altro aiuto pratico.

Non vi posso raccontare ogni miracolo e ogni benedizione che ha ricevuto la Chiesa in Vietnam. Possiamo solo lodare il Signore insieme, come il Salmista quando disse: «Oh Signore, Dio mio, hai moltiplicato i Tuoi prodigi e i Tuoi disegni in nostro favore; nessuno è simile a Te. Vorrei raccontarli e proclamarli, ma sono troppi per essere contati». Da parte delle chiese in Vietnam vogliamo dire grazie a tutti voi di Porte Aperte. Possa il Signore benedirvi nella vostra missione, nel nome del Signore Gesù Cristo".


Pregate ogni giorno
"Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di Lui". (2 Cronache 16:9a)

Fronte interno

1 novembre – Come facciamo all'inizio di ogni mese, anche oggi vogliamo chiedervi di pregare per tutti i nostri collaboratori. Alcuni di loro, per incontrare i credenti perseguitati, si recano in zone molto pericolose. Altri lavorano nei nostri uffici, ma tutti hanno ingaggiato una guerra spirituale ed hanno bisogno della protezione divina.

2 novembre – Le famiglie sono sempre al centro di attacchi spirituali ed anche quelle dei nostri fratelli non ne sono esenti, pregate per loro.

Sudan

3 novembre – I mesi estivi sono spesso troppo caldi per il lavoro manuale, e sono perciò sfruttati dalle chiese per organizzare varie conferenze, seminari e campeggi estivi. Pregate affinché queste attività non siano disturbate e che siano di benedizione per molti.

4 novembre – Probabilmente non esiste nessun paese musulmano dove i cristiani evangelizzano tanto quanto in Sudan. Nel Sudan settentrionale gli ex musulmani convertiti a Cristo non hanno vita facile, perché sono perseguitati dalla polizia e dai familiari. Pregate per Aladin Omer, Mohammed Omer, Abdel Moneim, Mujahid Osman e Mohammed Said. La maggior parte di loro è costretta a nascondersi.

5 novembre – La banda terroristica che ha il coraggio di definirsi "L'esercito del Signore" ha fatto nuovamente strage nel Sudan meridionale. Alcuni villaggi sono stati attaccati e decine di persone sono state massacrate. Porte Aperte ha dovuto sospendere alcuni corsi. Pregate per la sicurezza dei nostri collaboratori e della popolazione.

6 novembre – "L'esercito del Signore" è costituito soprattutto da soldati bambini che nella prima infanzia sono stati rapiti e addestrati alla guerra. Hanno subito un totale lavaggio del cervello e sono stati ridotti a robot che uccidono. Pregate affinché questi ragazzi siano liberati da quella banda, conoscano il vero Signore e diventino soldati nel Suo esercito.

7 novembre – Pregate per i nostri collaboratori che trascorrono molto tempo nel sud del Sudan che è lacerato dalla guerra. Pregate affinché Dio li protegga e che essi possano condurre la gente sulla via della pace.

Turchia

8 novembre – Un gran numero di comunità evangeliche e protestanti rischia di perdere l'autorizzazione di riunirsi. Questo provvedimento è anticostituzionale, perciò le chiese hanno citato lo Stato in tribunale. Pregate affinché il giudice dichiari nettamente che in Turchia vige la libertà religiosa.

Uzbekistan

9 novembre – La polizia dello stato federato di Karakalpakstan (Uzbekistan occidentale) procede sempre più duramente contro i cristiani. A Nukus sono state arrestate diciannove persone durante uno studio biblico. Pregate per loro, perché sono state gravemente minacciate. Fra l'altro i poliziotti hanno detto che avrebbero scoperto degli stupefacenti nei loro vestiti.

10 novembre – Pregate per la chiesa "Mir" a Nukus. Nel 2000 la sua registrazione è stata revocata e da allora la comunità è illegale.

Turkmenistan

11 novembre – I cristiani in Turkmenistan sono perseguitati ancora molto più duramente che nel confinante Uzbekistan. La vita comunitaria è ormai quasi paralizzata. Pregate affinché i credenti riescano ugualmente a incontrarsi e a incoraggiarsi a vicenda.

12 novembre – Pregate anche per i cristiani del paese Deinau che sono stati costretti ad abiurare la loro fede. Pregate soprattutto per i tre credenti che si sono rifiutati di farlo ed hanno dovuto nascondersi.

Azerbaigian

13 novembre – La registrazione della comunità "Amore" a Baku è stata revocata. Ora la chiesa è considerata illegale. I credenti sono ricorsi in appello. Pregate affinché vincano la loro causa e che possano riaprire i battenti della chiesa.

Iraq

14 novembre – Questa nazione si trova sulla "lista nera" e Bush, il Presidente degli Stati Uniti d'America, sta facendo pressioni sulla comunità internazionale perché avvenga un attacco armato. La gente vive sottoposta ad un'enorme tensione. I cristiani ora potrebbero diventare il capro espiatorio. Ad alcuni cristiani non è stato permesso dare ai loro neonati un nome cristiano. Pregate per loro.

15 novembre – Con l'aumento della tensione politica, si sta complicando per i cristiani l'importazione o la stampa di libri. Pregate per l'andamento dei nostri progetti in Iraq, affinché non siano ostacolati.

Pakistan

16 novembre – Il 5 agosto uomini armati hanno fatto irruzione in una scuola per figli di missionari. Solo per un miracolo di Dio le vite di 150 bambini sono state risparmiate, ma sei pakistani impiegati nella scuola sono rimasti uccisi. Preghiamo per i loro parenti e per i bambini traumatizzati.

17 novembre – Preghiamo per i missionari i cui figli si trovavano in quella scuola. Le attività didattiche sono state sospese per un anno. Molti missionari hanno deciso di far ritorno a casa. Ciò significa un'enorme carenza di missionari fra i profughi afgani.

18 novembre – Nella città di Taxila vicino a Islamabad, tre infermiere hanno perso la vita l'otto agosto, nel corso di un attacco armato all'ospedale cristiano dove lavoravano. Si è trattato dell'ottavo attacco armato ai danni di un istituto cristiano dall'11 settembre 2001. Pregate affinché questo clima anti cristiano in Pakistan possa cambiare.

19 novembre – Pregate per il Presidente Musharraf affinché nella sua posizione riesca ad assicurare un'adeguata protezione ai cristiani nel suo paese.

20 novembre – Ringraziate Dio che Ayub Masih è stato finalmente assolto dopo sei anni di detenzione. Pregate anche per la sua incolumità, infatti è facile che dei fanatici musulmani cerchino di ucciderlo.

21 novembre – Pregate per Kingri Masih (25). Anche lui è stato condannato a morte in base alla legge sulla blasfemia. Kingri è stato arrestato a maggio del 2000. Il 29 giugno è stato condannato a morte per impiccagione. Pregate che nel prossimo grado di appello sia assolto .

22 novembre – Almeno cinque cristiani si trovano in prigione con lunghe condanne da scontare sulla base di dubbiose accuse di blasfemia. Pregate per loro.

Si chiamano Aslam Masih di oltre 70 anni condannato a due ergastoli, mentre Amjad e Asif Masih di 29 e 28 anni, Rasheed e Saleem Masih di 35 e 31 anni sono stati condannati a 35 anni di detenzione.

23 novembre – Pervaiz Masih è un preside, arrestato in aprile del 2001 ed accusato di blasfemia. Il 17 giugno mentre dormiva è stato assalito da un compagno di prigione che lo ha colpito con un oggetto appuntito sul volto. Chiunque venga accusato di blasfemia in Pakistan è sempre in pericolo di vita, non è al sicuro neppure in prigione. Pregate per tutti coloro che sono stati ingiustamente accusati di avere insultato il profeta Maometto o di avere disonorato il Corano.

Indonesia

24 novembre – Dall'inizio dello scorso agosto migliaia di cristiani hanno dovuto nuovamente cercare scampo con la fuga per sfuggire agli assalti perpetrati, molto probabilmente, dai combattenti del Laskar Jihad. Per questo motivo gli accordi di pace di Malino sono inefficaci. Pregate perché riprenda il processo di pace.

25 novembre – Sulla base degli accordi di pace di Malino il governo indonesiano ha ridotto l'aiuto che forniva ai campi profughi per gli sfollati, per invogliarli a far ritorno nei loro villaggi. Ma, a causa dei recenti attacchi, la città di Tentena è di nuovo sovraffollata di profughi. Pregate affinché le chiese e le organizzazioni umanitarie di soccorso siano in grado di aiutarli.

26 novembre – Halmahera e un'isola delle Molucche settentrionali che ha visto il proprio processo di pace bloccarsi a causa degli attacchi ai villaggi e alle comunità cristiane. Pregate affinché il governo intervenga risolutamente per fermare coloro che vogliono impedire a tutti i costi che la pace sia instaurata.

27 novembre – Le voci secondo cui il Laskar Jihad sia collegato ai combattenti di AlQaeda sembrano sempre più concrete. Pregate affinché gli affiliati dell'organizzazione terroristica Al–Qaeda in Indonesia siano individuati e arrestati.

28 novembre – Pregate per i militari dell'esercito indonesiano che devono mantenere la pace sulle isole di Sulawesi e nelle Molucche. La maggioranza di loro è musulmana e benché, come soldati devono rimanere neutrali, come musulmani sono continuamente sollecitati a prendere le parti degli altri musulmani e a combattere la guerra santa contro i cristiani.

Etiopia

29 novembre – Pregate per la vedova e i figli del pastore Dantew. Hanno assistito all'uccisione del loro caro congiunto per mano di una folla inferocita. I preti gelosi della locale chiesa ortodossa hanno scaldato gli animi dei loro parrocchiani e li hanno aizzati ad assassinare il pastore evangelico.

30 novembre – Pregate anche per la Chiesa Ortodossa in Etiopia. In molti casi non è degna nemmeno del nome "chiesa". C'è molto paganesimo e i preti vedono con rammarico molte persone rivolgersi alle chiese evangeliche. Si stanno opponendo con forza anche al movimento di risveglio interno alla Chiesa Ortodossa. Pregante affinché il risveglio abbia il sopravvento, nonostante tutto.

Fronte interno

1 dicembre – Come ogni inizio di mese vogliamo chiedervi di pregare per tutti i nostri collaboratori. Il lavoro che svolgiamo spesso ci porta a contatto con situazioni molto pericolose ed abbiamo bisogno della protezione di Dio. Abbiamo anche bisogno della Sua saggezza per non mettere in difficoltà i nostri fratelli che vivono dove la persecuzione è più dura.

2 dicembre – Vi chiediamo di pregare anche per le famiglie dei nostri collaboratori. Quando il diavolo riesce ad attaccare loro, attacca indirettamente i fratelli coinvolti nella missione e quindi tutto il lavoro di Porte Aperte può subirne delle conseguenze.

Eritrea

3 dicembre – Tutte le chiese protestanti dell'Eritrea sono state chiuse per ordine delle autorità. Solo le chiese luterane ed ortodosse hanno l'autorizzazione per continuare le loro attività. Ora devono chiedere nuovamente le autorizzazioni, dopo di che potranno riaprire i battenti.

Pregate affinché le loro richieste di registrazione non vengano ostacolate da chi non vede di buon occhio le loro attività. La Chiesa Ortodossa ha interesse di impedire l'operatività delle chiese protestanti.


News sulla Chiesa Perseguitata

Rinnovati attacchi ai villaggi cristiani Sulawesi

Indonesia – Dal 4 agosto più di 2000 cristiani della zona di Poso sull'isola di Sulawesi sono fuggiti dopo che i loro villaggi sono stati attaccati da combattenti islamici. Le chiese e le case dei cristiani sono state incendiate e alcune persone sono anche state uccise. Si ritiene che gli attacchi siano stati perpetrati da alcune divisioni del Laskar Jihad, ma la polizia non ha confermato quest'ipotesi. Secondo gli accordi di pace di Malino, il Laskar Jihad avrebbe dovuto ritirarsi da Sulawesi, ma è risaputo che questa organizzazione islamica estremista non ha osservato tale impegno. Ciò nonostante la pace sembrava essere ritornata, ma dopo il ritiro da parte dell'esercito indonesiano di buona parte delle sue truppe da Sulawesi lo scorso giugno, la situazione è cambiata. Da quel momento gli attacchi dinamitardi e gli assassinii sono progressivamente aumentati. Gli sfollati dell'area di Poso si sono principalmente diretti verso la roccaforte di Tentena, già sovraffollata da profughi.I recenti incidenti hanno fermato il ritorno degli sfollati alle loro case. Il Generale Bachiar ha dichiarato che dispiegherà altri 5000 militari per mantenere la pace. Anche nelle Molucche settentrionali diversi villaggi sono stati attaccati da musulmani. I cristiani non possono difendersi perché hanno consegnato tutte le loro armi, come prevedevano gli accordi di pace. (PA)

L'esercito sudanese uccide duemila civili

Sudan – Alla fine di luglio, l'esercito del governo sudanese ha ucciso almeno 2000 civili nella provincia Occidentale Superiore del Nilo nel corso di combattimenti che sono durati cinque giorni. Durante il bombardamento della città di Yalbor, l'esercito governativo ha impiegato elicotteri da combattimento e aerei Antonov, lo ha riferito il movimento di liberazione sudanese SPLA. Se quanto riferito trovasse riscontro, si tratterebbe del più alto numero di vittime falciate in poco tempo nel corso della guerra civile nel Sudan meridionale. I combattimenti hanno avuto luogo una settimana dopo che degli accordi di pace incoraggianti (tuttavia provvisori) erano stati conclusi tra i ribelli e il governo islamico. Secondo gli accordi, il sud del paese potrebbe godere di un autogoverno interno e arrivare all'indipendenza nell'arco di tempo di sei anni con un referendum. E non sarebbe in ogni caso sottoposto alla Sharia. (ND)

Attaccata una scuola per figli di missionari in Pakistan

Pakistan – Lo scorso 5 agosto, uomini armati hanno perpetrato un attacco contro una scuola per figli di missionari nella città di Murree, a nord est di Islamabad. C'erano 150 alunni negli edifici scolastici, ma sono stati tutti miracolosamente risparmiati. Porte Aperte ha appreso la notizia dal missionario tedesco Georg Taubmann. Taubmann, sottratto ai Talebani dagli Americani lo scorso ottobre, ha fatto ritorno al suo campo missionario e suo figlio frequenta la scuola a Murree. Questa scuola è frequentata da figli di missionari in Afghanistan, Pakistan e altri paesi della regione. I terroristi non hanno sparato agli alunni, ma hanno ucciso sei pakistani, fra il personale della scuola, che si sono trovati sul loro cammino. Gli uomini armati non hanno badato alla chiesa dove, in quel momento, si stava svolgendo una lezione e si sono diretti con decisione verso l'edificio principale, dove evidentemente si aspettavano di trovare la maggioranza degli alunni. Per pura coincidenza, tutti gli alunni avevano da poco lasciato quell'edificio. C'era lezione anche in una classe delle elementari proprio di fronte, ma al rumore dei primi colpi sono state chiuse tutte le porte e le finestre e tutti sono rimasti silenziosi e immobili. Dopo aver crivellato di colpi l'edificio principale trovato deserto e chiuso, i terroristi hanno lasciato il complesso scolastico scavalcando un muro. Taubmann afferma che è un miracolo di Dio che nessun bambino sia stato ferito. Se i terroristi fossero arrivati dieci minuti prima, avrebbero avuto tutti i 150 alunni nel cortile sotto tiro. Ciò nonostante i bambini erano tutti sotto shock e traumatizzati dall'esperienza. Tutti hanno udito i colpi e molti hanno visto i corpi sanguinanti dei pakistani uccisi. Il 9 agosto è stato attaccato un ospedale cristiano a Taxila. I terroristi hanno lanciato bombe a mano nella cappella. Tre infermiere sono rimaste uccise e molte persone ferite. Si è trattato dell'ottavo assalto ad istituzioni cristiane straniere in Pakistan dall'11 settembre 2001. (PA)

Pastore evangelico ucciso da una folla di ortodossi

Etiopia – Lo scorso 17 luglio un gruppo di persone aizzate dai preti della Chiesa Ortodossa Etiope hanno attaccato la casa di un pastore evangelico di Merawi. Il fratello Dantew è rimasto mortalmente ferito nell'attacco. I suoi due figli di quindici e diciassette anni sono stati testimoni dei colpi inferti alla testa del loro padre con un'ascia. La polizia, che era stata avvisata con ore di anticipo, non è intervenuta. Gli assalitori non hanno permesso ad alcun dottore di avvicinarsi per prestare soccorso al pastore. Le case di altre otto famiglie evangeliche sono state attaccate e distrutte. Il fratello Dantew aveva ottenuto il permesso dalle autorità per costruire un piccolo edificio da adibire a locale di culto. L'edificazione del locale di culto della "Chiesa del pieno Evangelo" aveva alimentato la rabbia dei preti. Succede sempre più spesso che preti ortodossi aizzino le loro congregazioni contro i cristiani evangelici. La Chiesa Ortodossa sta perdendo molti membri che si rivolgono alle Chiese Evangeliche in rapida crescita. (CD)

Vile attacco al villaggio cristiano di Ambon

Questo articolo è stato preso dal giornale indonesiano "Tempo". Da quando lo abbiamo ricevuto si sono avvicendati molti altri attacchi di questo tipo nei villaggi di Halmahera nelle Molucche settentrionali e nei dintorni di Poso, sull'isola di Sulawesi.

Ambon – 28 aprile 2002. Era una soleggiata domenica mattina, alle quattro improvvisamente l'elettricità si è interrotta nel villaggio addormentato di Soya. Ad un tratto, la tranquillità di quella notte tropicale è stata rotta dal fragore di un'esplosione e dal tipico rumore delle armi automatiche. Presto tutto intorno hanno echeggiato le grida di donne e bambini. Il villaggio cristiano dista cinque chilometri dalla città di Ambon sulle falde del monte Sirimau. L'incendio del villaggio era visibile da molto lontano; trenta case sono state incendiate. La gente non si può difendere perché gli abitanti di Soya hanno onorato gli accordi del trattato di pace consegnando tutte le armi. Gli assalitori indossavano uniformi militari e avevano l'accento giavanese. Potrebbero essere stati soldati o combattenti del Laskar Jihad. Un'ora dopo hanno abbandonato il villaggio, lasciando dietro di loro dodici morti: sette donne, tre uomini e due neonati. Una troupe televisiva ha incontrato i sopravvissuti durante un incontro tenutosi accanto ai resti fumanti della loro storica chiesa protestante fondata nel 1896. (Tempo)

Ayub Masih è libero!

Pakistan – Il cristiano pakistano Ayub Masih è stato assolto dalla Corte Suprema il 15 agosto. La notizia è stata data dall'organizzazione pakistana per i diritti umani CLAAS, il cui capo Joseph Francis era presente durante l'udienza. (La notizia ha colto di sorpresa Porte Aperte, in quanto i lavori della corte erano stati sospesi per la pausa estiva. Per anni, Porte Aperte ha sostenuto la campagna per il suo rilascio in collaborazione con altre organizzazioni per i diritti umani come Jubilee Campaign e Underground Evangelism in Olanda.) Si riteneva che nessun giudice avrebbe avuto il coraggio di assolverlo per paura di rappresagliae da parte di fanatici musulmani. Ayub Masih era accusato di avere insultato il profeta Maometto. In Pakistan, questo reato prevede la pena di morte. Anni fa, il giudice che assolse in appello un altro cristiano, Gul Masih condannato alla stessa pena, fu assassinato poco tempo dopo. Ayub Masih era stato arrestato nel 1996 con l'accusa di avere insultato il profeta Maometto. Era stato condannato a morte nel 1998. Successivamente era stato detenuto nel braccio della morte. Il 25 luglio 2001 la condanna a morte era stata confermata in appello. Ayub ha presentato ricorso alla Corte Suprema che lo ha assolto il 15 agosto 2002. (CLAAS)

La Corea del Nord maggiore persecutrice dei cristiani

Ermelo, NL – Per la prima volta la Corea del Nord si trova in cima all'elenco dei paesi che maggiormente perseguitano i cristiani. Per anni l'Arabia Saudita era stata in cima alla lista. Porte Aperte aggiorna quest'elenco ogni sei mesi, tenendo conto di molte informazioni che vanno dallo status ufficiale di cui gode la Chiesa, allo status legale e poi alla situazione reale, ossia se ci sono persone detenute o private del lavoro a causa della loro fede in Cristo. Ad ogni paese viene attribuito un punteggio in base alle risposte ottenute per le molte domande che i collaboratori di Porte Aperte in quella data regione hanno posto. Alla Corea del Nord è stato attribuito un valore di 83 punti e all'Arabia Saudita quello di 77. Il numero 3 della lista è il Laos, seguito dal Vietnam (4), Turkmenistan (5), Maldive (6), Bhutan (7), Pakistan (8), Afghanistan (9) e Somalia (10). La Cina, il paese probabilmente più popolato da cristiani, occupa il dodicesimo posto. Il fatto che l'Arabia Saudita sia al secondo posto non significa che ci siano miglioramenti sul fronte della libertà di professare una religione diversa dall'islam. Abbiamo avuto molte informazione fondate che confermano la decisione di mettere la Corea del Nord in cima alla lista delle nazioni (World Watch List) che perseguitano i cristiani, una lista che può essere visionata sul sito www.porteaperteitalia.org oppure richiesta al nostro ufficio.

Colombia: 13 pastori evangelici assassinati in cinque mesi

Verona – I difensori dei diritti umani in Colombia rapportano che il numero dei pastori evangelici assassinati è aumentato in maniera allarmante queste ultime settimane. Le statistiche raccolte da Justapaz, una organizzazione non lucrativa che aiuta le vittime della violenza e le loro famiglie, e la Commisione dei diritti Umani del Consiglio Evangelico della Colombia (CEDECOL) indicano che 13 pastori sono stati assassinati da gruppi armati rivoluzionari da maggio di quest'anno. Questo numero supera la cifra totale degli assassinati registrati, in seno alla chiesa evangelica, negli ultimi due anni. Justapax e CEDECOL hanno pubblicato una lista con i nomi delle vittime e le circostanze della loro morte, sperando di sollevare l'attenzione della comunità internazionale su questa tragedia. (PA)


Fronte interno

Due corrieri ci scrivono dopo un viaggio in un paese integralista islamico

"Non sono capace di scrivere e tanto meno di esternare i miei sentimenti ma, dal profondo del cuore, voglio dirvi GRAZIE. Attraverso questo viaggio, sento che la mia vita spirituale sta avendo una svolta; una nuova visione, un nuovo amore per coloro che non sono 'fortunati' come me. In questi ultimi tempi stavo chiedendo a Dio un'esperienza diversa, forte, avevo bisogno di un tocco nuovo… Grazie perché attraverso il vostro ministero, lo Spirito Santo mi ha toccata…Nonostante qualche problema, dentro di me c'era e c'è 'L'AMORE DI DIO CHE MI COSTRINGE'. Vorrei avere il tempo e la possibilità di condividere di più, anche per incoraggiarvi…". (Sara)

"Per riassumere in una parola le impressioni del viaggio direi: INCISIVO! Incisivo nel senso che ha dato una svolta alla mia vita spirituale, è stato come un benzinaio che mi ha fatto il pieno. E' stato così bello vedere Dio all'opera… passare la frontiera senza il minimo controllo e vedere invece altri che dovevano svuotare le loro valige, è stata un'esperienza unica! E' stato anche un grandissimo arricchimento spirituale il poter parlare con un pastore del posto e con sua moglie, l'accoglienza calorosa, le cose che ci hanno raccontato… Ho goduto anche i momenti di meditazione e di adorazione che abbiamo avuto insieme… non mi sono mai sentita così ripiena dello Spirito Santo come ora! Io non avevo mai avuto a che fare con persone di cultura islamica, li vedevo come extraterrestri invece, visitando il loro paese e vedendo e vivendo la loro cultura, mi si sono aperti gli occhi su quanto hanno bisogno di Dio. Ho visto anche la loro fame, ti fermano per la strada semplicemente per chiederti da dove vieni, giusto per fare due chiacchiere, hanno così tanta sete di qualcosa che a loro manca…". (Lena)


La Domenica per laChiesa perseguitata – XVI edizione

Quest'anno, per la sedicesima volta, vogliamo prestare attenzione alla Domenica per la Chiesa perseguitata. Il 10 novembre, in moltissime chiese in tutto il mondo penseremo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati ovunque. Il vostro interesse per i cristiani perseguitati è per noi un forte incoraggiamento. Abbiamo notizia di tre incontri organizzati a Bologna, a Verona e a Parma.


Il Ramadan è alle porte!

Il Ramadan è un appuntamento molto speciale per tutti i musulmani. In questo periodo digiunano dall'alba al tramonto, pregano molto più del solito e si aspettano risposte particolari da Allah. Ma è un appuntamento molto speciale anche per tutti i cristiani che amano i musulmani e pregano per loro perché desiderano la loro conversione. Da alcuni anni viene stampato il libretto "30 giorni di intercessione per il mondo musulmano" un ausilio prezioso per chi, durante il Ramadan, vuole pregare per i musulmani e per i loro paesi. Come sappiamo, senza preghiera, l'opera del cristiano è come una semina in mezzo al vento. Quest'anno il periodo di digiuno del Ramadan inizierà il 4 novembre per terminare il 5 dicembre. Siete ancora in tempo per ordinare questo libretto che vi aiuterà con notizie e con soggetti di preghiera specifici per diverse nazioni musulmane. Chiedete informazioni su come ottenerlo a:

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TU potresti essere quello che cerchiamo.

Conosci bene l'inglese? Hai buone capacità manageriali? Sei disposto a viaggiare? Sai parlare in pubblico? Se ami la Chiesa perseguitata e hai queste caratteristiche, allora sei proprio tu il collaboratore che da tempo cerchiamo. Mettiti subito in contatto con noi, il tuo ufficio è già pronto. Telefona o scrivi a:

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