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Ipocrisie in carne e ossa

(26/2/2008, 11:18)

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In merito alla polemica sorta in seguito alle parole di Benedetto XVI ("I medici difendano la vita, sempre"), i quotidiani riportano oggi il commento del ministro Livia Turco, secondo la quale «I medici già lo fanno»: spiega infatti il ministro della salute che «Se la vita umana sono le persone in carne e ossa, i medici italiani difendono la vita. Ho visto, da parte dei camici bianchi impegno e aggiornamento in questo senso».

La polemica, vale la pena ricordarlo, nasce in relazione all'interruzione di gravidanza, non sulle procedure di pronto soccorso o sulle condizioni nei reparti di terapia intensiva. Non si parla di terapia del dolore, ma di vite non nate per scelta altrui o soppresse in fieri per imperfezioni fisiche.

Per questo la frase del ministro non può non sorprendere: anche la scienza pare ormai convinta del fatto che i nascituri non sono semplici categorie dello spirito, fagotti portati dalla cicogna o anime del limbo, ma persone in carne e ossa. Forse non ancora perfezionate nella loro relazionalità, ma comunque persone in carne e ossa. Forse in una fase di sviluppo ancora prematura per vedere la luce, ma comunque persone in carne e ossa. Forse per alcuni non degne di nascere, ma comunque persone in carne e ossa. Forse indesiderate, ma comunque persone in carne e ossa.

Vero: il ministro è un politico e non un medico. Ma proprio per questo dovrebbe fare attenzione al significato dei concetti e al peso delle parole.

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