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I nuovi sadducei

(25/2/2008, 15:56)

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La Stampa riporta oggi il parere di Francesco Remotti, professore di antropologia culturale all’Università di Torino. In base alla sua esperienza di studio dei popoli primitivi, lancia la sfida sul tema della famiglia nientemeno che a Ratzinger: gli chiede "un gesto di umiltà" nel riconoscere «che esistono diversi tipi di famiglia, anche molto "strani", ciascuno dei quali dimostra però di avere buone ragioni per esistere e funzionare. Non si tratta di aberrazioni, né di fatti innaturali, ma di costruzioni umane, esattamente come la famiglia nucleare». Insomma, nel parlare di famiglia nessuno può sentirsi al sicuro.

Tranne lui, ovviamente, che certo delle sue ragioni chiama a testimone addirittura la Bibbia per spiegare come il concetto di famiglia non sia così definito e univoco: non si sa quale sia la dose di serietà e quale invece l'ironia con cui riesce a considerare Gesù come "nato in una famiglia anomala, per intervento dello Spirito Santo", per poi citarlo quando afferma «"Sono venuto con la spada" per dividere, non per unire. Dividere i legami che uniscono gli individui alle loro famiglie. Sarà premiato chi abbandonerà le proprie sorelle e i propri fratelli, i propri genitori e i propri coniugi, dice Gesù, ponendosi in questo modo decisamente contro la famiglia».

Ma Remotti non si ferma qui: parlando della poligamia, segnala che «gran parte dell’umanità la pratica, seppure con modalità diverse. La praticavano anche i grandi patriarchi di cui parla l’Antico Testamento». E si spinge oltre, ponendo sul tappeto un problema teologico: «La poligamia rischia addirittura di vedersi eternizzata nel Regno dei cieli», azzarda. «Infatti, la Chiesa insiste sull’indissolubilità del matrimonio; ma chi dei due coniugi sopravvive può risposarsi: e allora cosa succede nella vita eterna, dove ci sarà il ricongiungimento delle anime? Per non rischiare questo esito scandalosamente poligamico, occorre ammettere da parte della Chiesa che il matrimonio non è veramente e per sempre indissolubile: contro l’unione sancita da Dio, provvede la morte ad annullarlo».

Citare un ritaglio di testo decontestualizzato è già grave, per un accademico. Ma citare un testo senza averlo letto con attenzione è addirittura peggio: alla domanda di Remotti ha risposto, con una precisione chirurgica, Gesù in persona, e senza possibilità di equivoco.

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