Vite turbolente
(6/11/2007, 13:45)
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Ogni sera su RaiDue alle 20 va in onda la serie tv italiana "7 vite", prodotto che la critica considera simpatico e frizzante; peccato che, come ci segnala indignato un gentile lettore e come chiunque può verificare, la fiction proponga un linguaggio inutilmente volgare e riferimenti sessuali fin troppo espliciti, pur venendo proposta nella fascia preserale (e quindi protetta). La Rai, nelle pagine dedicate al programma, parla di "linguaggio moderno" e di "buona iniezione di politicamente scorretto": sulla seconda non ci sono dubbi.
Il lettore proponeva di organizzarsi per chiedere di intervenire all'unica autorità capace di cambiare qualcosa in Italia, ossia Striscia la notizia. La speranza è che "7 vite" cambi collocazione oraria, stile o almeno che gli autori (padri e madri di famiglia?) evitino di continuare a dare fondo alla grevità da elementari sostituendolo magari - se non chiediamo troppo alla televisione pubblica - con qualche valore positivo.
Stupisce, in effetti, che la Rai "di tutti, di più" non sia in grado di scegliere i programmi e le fasce orarie in cui inserirli, e non ritenga di dare qualche linea direttiva a produttori che, evidentemente, non hanno capito il pubblico di riferimento e il canale. Stupisce anche di più che la serie sia andata in onda per mesi, su un canale pubblico, senza particolari segnalazioni da parte di nessuno.
Nemmeno di quei cristiani che, di fronte a un programma cristiano, sono pronti a ergersi a paladini della dottrina, criticando ogni sfumatura poco in linea con la loro ortodossia. Forse, visto un tanto, noi cristiani dovremmo davvero controllare se nel colino della nostra santità non ci sia qualche smagliatura, perché di cammelli se ne vedono passare troppi.
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