A volte le metafore sono ormai così scontate che si bada alla loro origine, con il rischio di curiosi svarioni. Martedì, nell'edizione meridiana di Studio Aperto su Italia 1, una giornalista parla del nuovo nato in un delfinario, e racconta che i delfini lo hanno accolto con una cerimonia, il suo "battesimo dell'acqua".
È vero che ormai è consueto parlare di battesimo dell'aria o del fuoco. Ma è strano che un giornalista, o un cristiano qualsiasi, percorra a ritroso la metafora, dimenticando che è proprio l'acqua l'elemento base di questo rito.