In occasione della morte del regista Ingmar Bergman i giornali hanno fatto presente che era «figlio di un pastore luterano della corte reale svedese, fu segnato dalla severa educazione religiosa».
La sua formazione protestante ha pervaso anche parte della sua produzione cinematografica,tanto che de "Il settimo sigillo" (1956) Bergman disse: «È una delle ultime espressioni di fede, delle idee che avevo ereditato da mio padre e che portavo con me fin dall'infanzia». «Anche per ciò, forse - conclude il sito di Repubblica -, "attraversò il mondo come un incendio"».