Relatività evangelica
(6/7/2007, 16:11)
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Magdi Allam, nel suo intervento in Piazza SS Apostoli riportato sul Corriere di giovedì, rispondeva a distanza alle polemiche sulla manifestazione, tra cui quella del valdese Garrone. «Mi sono trovato - spiega - quasi costretto a giustificare una scelta criticata, anche in ambito cattolico e cristiano, da coloro che sostengono che sarebbe sbagliato limitarsi a denunciare la persecuzione dei cristiani, trascurando tutte le altre minoranze oppresse o estendendo la casistica anche a tutte le violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo. "Tutto ciò va bene - ho voluto puntualizzare - ma a condizione che la relativizzazione del male comune non ci porti a negare la specificità della persecuzione dei cristiani e non ci induca a restare inerti"».
A voler sempre deviare il discorso o annacquare i concetti si finisce per relativizzare, deresponsabilizzare, non risolvere nulla. I cristiani, che con il concetto di peccato hanno una certa confidenza, dovrebbero aver presente meglio di altri la questione. Sempre che, in certe chiese, del peccato si parli ancora e non sia invece relegato ad anticaglia oscurantista di sapore medievale che va disinnescata per non turbare gli animi.
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