Fuorigioco spirituale
(29/6/2007, 09:27)
Invia Stampa
Quando si tratta di mettere in ridicolo le questioni religiose (altrui), i giornali italiani non si tirano indietro. È così anche per la Gazzetta dello Sport, che ha accolto divertita la notizia di un "prete anti-iella" per la nazionale brasiliana. Spiega in sintesi il sito della rosea: «Alla sconfitta nella gara inaugurale contro il Messico si è aggiunto per la Seleçao un grave infortunio all'attaccante Fred. E nel ritiro dei verdeoro si è presentato don Anselmo Alves, reverendo della Chiesa Battista di Curitiba, per benedire la squadra». Un approccio decisamente sobrio, che però nell'articolo cambia parlando di "santone" e presentando la vicenda in questa maniera: «Brasiliani scaramantici? Parecchio. Altrimenti non si spiegherebbe l'arrivo nel ritiro della Seleçao di Anselmo Alves, pastore della Chiesa Battista di Curitiba, per benedire la squadra. Motivazioni ufficiali non ce ne sono: ufficiose, scacciare il malocchio imperante».
Che non si tratti di un "santone" lo si può intuire in conclusione dell'articolo: «D'altronde don Anselmo ha seguito nel 2002 la nazionale ai Mondiali. Con risultati ottimi, visto che quella competizione il Brasile l'ha conquistata». Ancora ricordiamo con soddisfazione, e perfino il presidente Blatter ricorda (con fastidio), che al termine della finale mondiale del 2002 i giocatori della nazionale brasiliana si sono riuniti a centrocampo per pregare insieme: un atto frainteso e deriso da alcuni, rispettato e approfondito da altri, ma certo non un gesto scaramantico o legato a questioni di stregoneria: difficile quindi che il "cappellano" della nazionale nel 2002 fosse un "santone". Non serviva quindi un'approfondita conoscenza dei fatti: bastava un po' di logica. Peccato che talvolta fare notizia conti più che informare.
Invia Stampa
GLi ultimi articoli di Media e Fede:
Powered by Coranto
|
|
|