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Approfondite indagini

(29/6/2007, 08:43)

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Ha dell'esilarante l'articolo odierno di repubblica.it, dove si annuncia "Mafia, svelato il codice Provenzano, tra frasi della Bibbia".

Si scopre che «Bernardo Provenzano utilizzava un codice nascosto tra le frasi della Bibbia, per ricordare chi fossero i propri interlocutori... In uno dei biglietti a sfondo vagamente religioso, "lo Zio" scrive testualmente: "Benedica il Signore e ti proteggi. Il Signore faccia risplendere su di... E ti conceda la sua". Dopo questa apparente invocazione religiosa, quelle che sembrano sigle per indicare gli autori del Vecchio e del Nuovo Testamento».

Ci si aspetterebbe, a questo punto, qualche elaborato sistema per attribuire nomi di battaglia biblici ai suoi interlocutori: Habacuc a Pietro Badagliacca, Osea a Matteo Messina Denaro, Deuteronomio a Salvatore Lo Piccolo o qualcosa di simile.

E invece scopriamo da Repubblica che «"P.bd 65" č Pietro Badagliacca. "N 25" č Nino Rotolo, "NN 164" č Nino Ciną, "Aless parente 121" č Matteo Messina Denaro, "30 gr" e "pic." sono Salvatore Lo Piccolo e il figlio Sandro... In questo elenco c'č anche un "Gius 76." che si riferisce a Giuseppe Bisesi, uno degli emergenti fermati nel blitz della scorsa notte dai carabinieri di Palermo, mentre F 28 č il boss dell'Agrigentino Giuseppe Falsone».

Impossibile non sorprendersi: non sarą infatti sfuggito al lettore che nessuna delle sigle citate ha la ben che minima somiglianza con il riferimento a qualche libro della Bibbia: un conoscitore medio della Sacra Scrittura, in un ipotetico pizzino dove si cita "N 25", avrebbe notato subito l'incongruenza.

Di fronte a una tale, imbarazzante ironia c'č da chiedersi se davvero ci voleva un anno abbondante di approfondite indagini su Bibbia e pizzini di Provenzano da parte di esperti della FBI nostrana per arrivare alla trionfale scoperta che le sigle contenute nelle lettere di Provenzano non erano riferite a libri della Bibbia (a quale brano poteva mai rimandare "Gius 76"?), ma a capirione mafiosi.

La FBI americana, nel suo staff, conta anche qualche teologo. Ai nostri esperti sarebbe bastato un allievo della scuola domenicale. Che avrebbe potuto raccomandare un suo compagno di corso come consulente per i giornali italiani, sempre troppo pronti a inciampare sui temi legati alla cultura biblica.

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