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Confederazione di sette

(13/6/2007, 12:31)

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«I pentecostali potrebbero essere definiti una "Confederazione di sette"»: lo scrive l'ambasciatore Sergio Romano Corriere della Sera, rispondendo a una domanda nella pagina delle lettere.

Chiara Giacomini gli scrive: Caro Romano, a proposito delle sue spiegazioni riguardo all'uso del termine "sette", vorrei citare alcuni dati. «Secondo le stime più prudenti, i cristiani evangelici pentecostali nel mondo sono oggi 470 milioni e si avviano, a breve, a superare il mezzo miliardo di credenti. Secondo la "World Chistian Encyclopedia" la soglia del mezzo miliardo è stata già superata prima del 2000 (...). In trent'anni, (dal 1970 ai 2000) i pentecostali sono passati da 8 a 37,6 milioni in Europa; dal 24,2 a 79,6 in Nord America; da 27a 126 in Africa; da 10,1 a 134,9 in Asia; da 12,6 a 141,43 in America Latina. In sintesi, se nel 1970 i pentecostali costituivano il 6,4% dei totale della cristianità, attualmente sono circa il 25% e si calcola che nel 2025 supereranno il 32% (...). A breve un cristiano su 3 sarà battezzato dal fuoco dello Spirito» (da "L'Agenda di Papa Ratzinger" di Paolo Naso, Quaderni di Limes).

E conclude: «Un po' tanti per essere ancora considerati una "setta" e non una "religione"!»

Risponde Sergio Romano: «I pentecostali sono un movimento costituito da una pluralità di associazioni e chiese che hanno una forte autonomia organizzativa. Potrebbero essere definiti una "Confederazione di sette"».

Una definizione decisamente originale che potrebbe suscitare sorpresa, ma che viene spiegata indiretta,emte nella risposta successiva a una lettrice dalle opinioni decisamente preconciliari, secondo la quale la "chiesa" è solo la cattolica: «Spero che lei mi scuserà - risponde Romano - se continuo ad applicare a questa materia il linguaggio laico della politica internazionale. Le Chiese sono grandi potenze, universalmente riconosciute. Mentre le sette sono staterelli secessionisti che godono di un riconscimento limitato e parziale».

Restando in campo diplomatico, attendiamo con fiducia di vedere quando questa "confederazione" sarà in grado di esprimere una linea, una rappresentatività, un'autorevolezza tale da promuoverla da "staterello" a "grande potenza".

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