Oltre le canzonette
(25/5/2007, 11:37)
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"Satana non fa più paura?", si chiede questa settimana l'inserto ViviMilano del Corriere della Sera. Il riferimento è a Marylin Manson e al suo concerto di lunedì prossimo: «I casi sono due. O Milano è diventata più permissiva, o in comune hanno trovato altro di cui occuparsi. Lo stile di Marylin Manson, di sicuro, non è cambiato: provocatorio, come sempre».
Insieme al Comune sembrano essersi distratti anche i tanti giovani cristiani che qualche anno fa polemizzarono per far saltare il concerto lombardo di Manson: non si è alzata nessuna voce, stavolta.
E invece potrebbe essere l'occasione buona. Non per protestare, ma per attivarsi. Chi ha come obiettivo quello di parlare ai giovanissimi, ai metallari, ai dark (e, guardando nei gruppi giovani delle chiese, sembrano tanti ad avere questa missione), per una sera riponga chitarra e urla associate alla fede e vada davanti al PalaSharp con un po' di materiale utile, un cuore sensibile e tanta pazienza: ci sono migliaia di persone che cercano in Manson qualcosa di esoterico, e rischiano di trovarlo prima di capire che stanno cercando sul lato sbagliato della spiritualità.
Chi ci va, metta in preventivo risate e insulti. Certo, è più semplice ammiccare dal palco proponendo musica estrema con testi cristiani, o quasi, e illudendosi che questo basti. Se però il target cui sei chiamato è questo, il campo di battaglia è lì. Per una sera, in prima linea.
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