«Gli indigeni dell'isola di Marika, ex cannibali dell'arcipelago delle Salomone, una trentina d'anni fa hanno scoperto la tavola grazie a un missionario americano. E oggi le onde del Pacifico sono i loro trampolini... Una passione ereditata negli anni '70 da un prete missionario, un americano che si presenṭ con una tavola sottobraccio e la Bibbia in mano. Non riusć a convertire nessuno al cattolicesimo, tutti alla religione del surf».
Lo raccontava la Gazzetta dello Sport, qualche giorno fa; in un periodo che vede (giustamente) le chiese cercare metodi innovativi per portare il messaggio di speranza del vangelo, l'esempio dell'isola di Marika pụ aiutarci a comprendere quanto sia importante focalizzare sempre sull'obiettivo, senza perdere di vista le priorità.