«Le sue braccia al cielo diventano ancora simbolo di un Milan deciso e di un ragazzo timorato, di una squadra che tocca il cielo e di un campione che al cielo chiede ogni volta coraggio e sostegno. I monitor inquadrano Kakà, lo sguardo alto tra il sogno e la preghiera... Kakà, l'atleta di Cristo, il ragazzo di buona famiglia che non nutre pettegolezzi e non dà lavoro ai paparazzi...»: la Stampa descrive così le prodezze espresse da Ricardo Izecson Santos Leite, detto Kaka, nella partita di ieri sera. A corredo dell'articolo, la foto del calciatore in ginocchio, mani alzate, testa rivolta al cielo e occhi chiusi.