RSS Crc.fm
 
 

Media e Fede  IndiceIndice ArchivioArchivi RSSRSS BlogBlog NewsletterNewsletter

Profumo di Cinquecento

(24/4/2007, 15:23)

InviaInvia StampaStampa

«Superano i 4 mila i seguaci di culti non cattolici, riconosciuti a Forlì». Comincia così un articolo di un sito locale, dove il redattore dà l'impressione di non capacitarsi della presenza di realtà diverse da quella cattolica. «La maggioranza sono Testimoni di geova - scrive - [...] si sta formando anche una piccola comunità sunnita, all'interno della religione islamica [...], per quanto riguarda gli altri rami della religione cristiana, la Chiesa avventista del settimo giorno conta oltre 200 fedeli, quella evangelica una cinquantina, quella apostolica solo 10. C’è poi l’Alleanza evangelica, diffusa tra i rumeni, con una quarantina di fedeli. La Chiesa serbo ortodossa, riguarda la comunità macedone presente nel forlivese, contando una decina di unità».

Conclude l'articolo: «Indubbiamente non esistono problemi di integrazione o, ancor peggio, integralismo, nella nostra città».

"Cuius regio, eius religio", si diceva nel Cinquecento: al principe spettava decidere la religione dei membri del suo regno. Essere estranei alla religione maggioritaria comportava automaticamente l'estromissione dalla realtà sociale locale. Il redattore fa un ragionamento opposto, ma dalle conclusioni simili: chi non è cattolico è indubbiamente un immigrato, diverso, e c'è da vantarsi se non crea problemi di integrazione. Non viene nemmeno presa in considerazione l'idea che un italiano o addirittura un forlivese, figlio di forlivesi, possa essere acattolico, e che possa perfino esserlo da più di una generazione.

"Cuius regio, eius religio": il déjà vu è forte.

InviaInvia StampaStampa

            


GLi ultimi articoli di Media e Fede:

Powered by Coranto
 

482

Creative Commons License © 1996-2006 Evangelici.net - La Piazza Evangelica - P.IVA: 02070510967
Sito pubblicato con Licenza Creative Commons | Contatti | Home Page
Sostienici