La Federazione delle chiese pentecostali si esprime in merito alla legge sulla libertà religiosa, e lo fa con un lungo intervento della sua "Commissione permanente di lavoro" pubblicata sul settimanale protestante Riforma.
L'analisi, condivisibile, parla di quattro livelli di riconoscimento a seconda delle intenzioni delle diverse realtà religiose in relazione al rapporto con lo Stato. Nell'ampio testo colpisce un paragrafo: «Sarebbe utile fare un'inchiesta sulla libertà religiosa in Italia, ma di quelle serie; un'inchiesta che non metta in evidenza le leggi che la garantiscono, ma il modo in cui viene percepita dai diretti interessati e come viene vissuta in tutti i contesti del nostro Paese». La richiesta viene poi ribadita nel corso dell'intervento ("Eh sì, sarebbe proprio una bella inchiesta da fare").
Confessiamo che abbiamo atteso a lungo, combattuti: non bisognerebbe parlare della posta altrui, e questa è una lettera della FCP indirizzata solo a Riforma: se non è arrivata ad altre testate un motivo ci sarà, ci siamo detti. Però, ci scuseranno la FCP e Riforma, come testata che tenta di offrire una panoramica su tutte le realtà evangelicali ci sentiamo chiamati in causa; e, visto il mittente, probabilmente più di Riforma stessa.
Diciamolo: la proposta di un'indagine sulla libertà religiosa in Italia ci è piaciuta, e - dato che non siamo abituati a lasciare le cose a metà - ci sentiamo di farci avanti. Da parte di evangelici.net esprimiamo quindi tutta la disponibilità per un'inchiesta come questa, con le competenze che ci contraddistinguono e che ci sono state riconosciute nel corso di questi anni di impegno sul fronte dell'informazione. Un'inchiesta, però, non coinvolge solo i professionisti della comunicazione, ma anche i committenti, perché richiede tempo, energie, risorse. Specie se si tratta di una ricerca "seria", come la FCP chiede e come la deontologia impone. Sicuramente, vista la fonte, non si è trattato di una proposta retorica, ma di un desiderio concreto. In questo caso noi ci siamo. Voi?