Anche tra le bombe
(8/2/2007, 12:16)
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Su Asianews compare la denuncia di Louis Sako, arcivescovo caldeo di Kirkuk: monsignor Sako spiega che «l'attuale insicurezza in Iraq, ha creato nella Chiesa "un vero e proprio vuoto a livello pastorale", mentre di contro proliferano i gruppi evangelici, arrivati con l'esercito americano. "Questi - aveva già denunciato il vescovo – conducono un proselitismo aggressivo anche tra cattolici ed ortodossi e nella sola Baghdad hanno già 36 nuove chiese"».
Non escludiamo che il "proselitismo" delle chiese evangeliche in Iraq sia anche "aggressivo" anche verso cattolici e ortodossi. Non è da escludere nemmeno che, insieme alla testimonianza e alla speranza cristiana, gli evangelici abbiano importato in Iraq anche cattive abitudini come la frammentazione: 36 chiese in una città, per quanto grande, potrebbero sembrare un'esagerazione.
Allo stesso tempo verrebbe da far notare che è stata l'insicurezza a creare il vuoto pastorale cattolico, non la testimonianza evangelica. Che invece non lascia il campo, nemmeno in mezzo alle bombe.
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