Battute incomprese
(2/10/2006, 11:17)
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«Il mio latino è sempre stato piuttosto scarso. E anche se un giorno il mio padrino mi regalò una Bibbia in quell'antica lingua, ho frequentato la Sacra Scrittura nella versione autorizzata di re Giacomo, che almeno era in inglese». È uno stralcio dall'intervista che Giulio Gorello e Nuccio Ordine hanno realizzato, per il Corriere, con il premio Nobel 2001 per la medicina, Timothy Hunt.
Un piccolo dettaglio: difficilmente i lettori potranno cogliere il senso della battuta di Hunt senza una nota. Hunt preferisce alla traduzione latina la King James' authorized version, nonostante la King James sia tradotta in un inglese antico e ormai decisamente poco scorrevole.
Sarebbe come se un evangelico italiano dicesse di preferire la Bibbia nella traduzione secentesca di Diodati piuttosto che il Nuovo Testamento in latino. O come se un cattolico scegliesse di leggere il vangelo nella Vulgata latina di San Gerolamo piuttosto che nell'orginale greco.
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