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(Auto)strade di Dio

(29/8/2006, 11:14)

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"Controesodo con preghiera: in autogrill ci sono i Papaboys", titolava ieri il Giornale. «Ieri 25 ragazzi si sono sparpagliati nell'area di sosta Cantagallo - nel bolognese - con il compito di ricordare che "Dio esiste"». Un'idea delle Autostrade, che hanno invitato il gruppo di Desenzano: si tratta di una squadra già nota per l'impegno durante l'anno a tenere la chiesa aperta fino alle due di notte (a Riccione addirittura fino alle sette) per invitare i giovani alla riflessione e alla preghiera.

Quello seguito da questi ragazzi è sicuramente un progetto degno di nota. Aprire le chiese di notte, per consentire alle persone di pregare e trovare un consiglio: e soprattutto a quei giovani, della cui aridità spirituale tanto ci si lamenta senza poi impegnarsi davvero per capirli e raggiungerli con il messaggio di speranza dell'evangelo. E poi, non meno importante, questi ragazzi non si sono chiusi in chiesa ma hanno deciso di andare: perché l'evangelizzazione non è fermarsi in chiesa o sotto una tenda.

Andare per le piazze e le strade, ma anche - aggiornando - per le autostrade. La gente che torna dalle vacanze è tesa, nervosa, seccata. Sicuramente pochi sono in pace con Dio, ed è proprio in quelle situazioni che deve scattare il nostro impegno a diffondere il messaggio di riconciliazione tra uomo e Dio.

Bella l'idea delle magliette, "una luce nella notte anche sulla A4", e dei volantini; inevitabile l'indifferenza di molti, succede in tutte le evangelizzazioni: chi ha fatto qualche volantinaggio lo sa. Però qualcuno avrà ascoltato. Qualcuno avrà letto. Qualcuno avrà riflettuto. E magari sarà ripartito da quell'autogrill con maggiore serenità. Un ritorno a casa - e alla nuova stagione di impegni - più sereno, magari con una nuova motivazione spirituale.

Ecco, questa è anche la nostra chiamata. Peccato che spesso, anziché distribuire pane fresco, ci impuntiamo a dare pane raffermo. Sempre pane è, sfama e salva: ma possiamo stupirci se abbiamo pochi riscontri?

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