Il dramma dell'Eritrea
(28/8/2006, 12:21)
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Massimo Numa, un inviato della Stampa, parla con i reduci dall'ultima traversata di sventurati giunti a Lampedusa. Uno di questi, Milkias, «si sente "metà eritreo, metà italiano" e conosce bene la storia recente del suo Paese: "Siamo cristiani, della chiesa pentecostale, che è perseguitata. Ci arrestano e ci uccidono, non ci sono posti sicuri in Eritrea. E non c’è alternativa alla fuga in Occidente, per noi"». Gli fa eco un compagno di sventura, Banchu: «Spero che la storia del salvataggio serva almeno a far conoscere il dramma dell’Eritrea, che mi sembra un po’ dimenticato dai media europei. Se ne parla raramente e intanto si continua a morire, giorno dopo giorno. Nel più perfetto silenzio».
Ormai è noto da anni che i cristiani, in Eritrea, vengono arrestati e trattenuti in carcere o, peggio, in container lasciati sotto il sole, nella speranza di spezzare la loro fede.
Chissà se, come cristiani, sentiremo finalmente il dovere morale di un'azione concreta che metta fine a questi abusi, o se vorremo limitarci a sospirare, pregare e dimenticare.
(fpnte: La Stampa, 27 agosto 2006)
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