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"Naturale" e cristiano

(16/5/2005, 10:29)

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«Perché poi cosa vuol dire naturale? (...) argomentare con il naturale mi sembra piuttosto pericoloso, che poi è un'argomentazione anche contro l'omosessualità che si dice una cosa non naturale. Ma chi siamo noi a dire che non è naturale: se esiste vuol dire che in un certo senso fa parte della creazione».

Non è la posizione di un filosofo relativista, di un politico di sinistra, di un radicale, ma di Anne Zell, pastore (donna) della chiesa valdese di Milano, tratta da un'intervista a Report su RaiTre, domenica 15 maggio.

Fosse la posizione di un politico, nulla da dire: sarebbero posizioni basate su percorsi personali. Ma suona preoccupante che un protestante, figlio di quel Lutero che sulla Scrittura ha basato la sua Riforma, non abbia la percezione del naturale o dell'innaturale, della destra e della sinistra, del giusto e dello sbagliato, del biblico e dell'antibiblico.

Guai ai fondamentalismi, certo. Ma questo è ancora cristianesimo?

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