Marguerite A. Peeters - Il gender. Una questione politica e culturale

Recensione del 4/9/2015

Dire "gender" significa sollevare una discussione infinita: da un lato chi considera la questione della "educazione alla consapevolezza di genere" una buona pratica, e giudica infondato l'allarme su un progetto didattico imposto surrettiziamente da una lobby; dall'altro chi denuncia l'avanzare, sottotraccia ma ben identificabile, di un'ideologia sociale che giocando abilmente su più tavoli - l'imposizione di un politicamente corretto cucito su misura, l'appiattimento culturale di intellettuali e media sul pensiero mainstream, le fughe in avanti sul piano legislativo e giudiziario) minaccia di stravolgere la società scardinandone il nucleo fondante, vale a dire la famiglia.

Marguerite A. Peeters non cela le sue preoccupazioni e nel suo "Il gender. Una questione politica e culturale" offre un quadro storico, sociale, culturale sull'inarrestabile avanzata di una linea di pensiero che vede la differenza tra uomo e donna come una mera "costruzione sociale", oppressiva e datata, da superare prima possibile per favorire lo sviluppo integrale dell'individuo.

Peeters, già autrice di numerosi rapporti sul tema, parte dall'origine del termine gender nel suo significato attuale (salito agli onori dell'ufficialità esattamente vent'anni fa, introdotto quasi di soppiatto in una relazione a margine della conferenza internazionale dell'Onu sulle donne); un termine apparentemente innocuo attraverso il quale, però, «emerge una nuova etica» che punta alla demolizione delle "costruzioni sociali" tradizionali (la famiglia, in primis) in quanto potenzialmente "discriminatorie".

Il gender è un avversario difficile da combattere, spiega Peeters, perché «designa non una realtà identificabile, ma una costruzione intellettuale senza ancoraggio nella realtà, un'astrazione»: il gender è "pura teoria", i suoi confini sono indefiniti, i contenuti "incerti", il significato dei termini usati è fluido, e il suo sviluppo è contraddittorio e, nonostante i suoi sostenitori si affannino a dimostrare di basarsi su dati scientifici, la sua struttura è fondamentalmente irrazionale. Un vero capolavoro postmoderno con una radice antica, traguardo di un percorso iniziato secondo Peeters addirittura Settecento, dal deismo che scinde Dio dalla creazione («un creatore estraneo all'esistenza delle sue creature»), proseguito nel XIX secolo con le intuizioni di Nietsche (la libido come motivazione primaria dell'agire umano anticipa l'odierna "sessualizzazione totale dell'essere umano e della cultura") e sfociato nel femminismo più radicale, che mirava a «liberare la donna dalla schiavitù della riproduzione». «Il vuoto creato dalla morte culturale di Dio» e dei ruoli sociali, riflette Peeters, «ha permesso agli ingegneri sociali di ricostruire l'essere umano su nuove fondamenta, interamente laiche».

La storia vera e propria del gender, per quanto "contorta e complessa", si può suddividere in quattro tappe: dal 1955, anno di fabbricazione del "concetto", alla sua trasformazione in "progetto socioculturale", fino alla dimensione di "norma politica mondiale" e alla successiva, recente, "applicazione effettiva". Attraverso dichiarazioni e documenti pubblici Peeters delinea questo emblema dell'etica postmoderna e individua il filo conduttore che ha attraversato sottotraccia gli ultimi cinquant'anni cambiando forma, natura, struttura, linea e influenzando il linguaggio.

Anche a non voler dare per scontata la linearità individuata dall'autrice nel processo che ha condotto agli sviluppi attuali, resta comunque sorprendente notare come negli ultimi decenni diverse teorie si siano sviluppate, alternate, succedute, intersecate, contribuendo consapevolmente o per eterogenesi dei fini verso lo stesso obiettivo: la ricerca di una utopica libertà assoluta dell'individuo. Un genere di libertà sul cui altare sacrificare non solo un'etica i cui principi e valori vanno (da sempre) stretti all'essere umano, ma anche la natura e il senso di realtà. In spregio al senso del ridicolo e, peggio, al senso del pericolo.

Il gender. Una questione politica e culturale
Autore: Marguerite A. Peeters
Editore: San Paolo
Anno: 2014
Pagine: 157
Prezzo: € 17,50

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