Carlo Nesti - Il mio allenatore si chiama Gesù

Recensione del 24/10/2014

La sua voce ha accompagnato generazioni di appassionati che, attraverso le sue telecronache, hanno seguito Europei e Mondiali, fino al suo congedo dalla Rai nel 2010: da allora Carlo Nesti, volto noto del mondo del calcio, abbina sport e fede, accompagnando i suoi progetti professionali su emittenti minori a pubblicazioni e riflessioni sul senso della vita nell’ottica di un rinnovato interesse per la spiritualità. Una fede che esprime - inevitabilmente - con le parole e le categorie mentali del telecronista, testimoniate da titoli come “Il mio psicologo si chiama Gesù” (2008), “Il mio circuito si chiama paradiso” (2010), “Anche la fede ha il suo alfabeto” (2012). Ora Nesti riprende il discorso con l’altrettanto esplicito “Il mio allenatore si chiama Gesù”, che esprime il tentativo di amalgamare due tematiche solo apparentemente lontane, se è vero che nella Bibbia - è lo stesso autore a ricordarlo - non mancano i riferimenti agonistici. Il rapporto tra sport è fede non è tuttavia solo questione di citazioni, ma trova assonanze anche nell’approccio e nella mentalità con cui l’atleta e il cristiano affrontano la propria sfida, creando un parallelismo tra gli obiettivi dello sportivo - vincere una partita o un campionato - e del credente - vivere la testimonianza di fede e raggiungere la salvezza -, un comune denominatore che Nesti si incarica di analizzare.

D’altronde, riconosce Nesti, «Ogni mattina, per ciascuno di noi, il suono della sveglia equivale all’inizio di una sfida», dove «l’avversario è la vita stessa, che va affrontata nel modo giusto, senza esserne travolti», guidati in panchina dal nostro Allenatore, Gesù. E, se ogni giornata della nostra esistenza è come una domenica di sport, la vita è un campionato: quel che conta è giocare sempre ascoltando l’allenatore, esultando per le vittorie ma allo stesso tempo accettando le sconfitte, consapevoli che il risultato dipende da noi solo fino a un certo punto e che, comunque, seguendo le indicazioni dell’allenatore non potremo non raggiungere il premio finale.

Fuor di metafora, Nesti rileva che lo sport è «una “palestra di vita” in chiave esistenziale e civica» che con la sua filosofia «dell’impegno, della volontà e della perseveranza nel cercare il risultato» per molti versi ricorda il percorso cristiano; allo stesso modo lo sport insegna il rispetto per l’altro e per le regole e l’importanza del gioco di squadra per il bene comune, elementi essenziali nella vita cristiana.

Ma il parallelo con lo sport è, per Nesti, anche l’occasione di accennare a temi più profondi come la conversione («il ravvedimento del giocatore dopo una partita persa somiglia al pentimento del credente»), o la ricerca della felicità («siamo incontentabili e portati a cercare al di fuori di noi le occasioni per combattere l’infelicità, trascurando la ricchezza dell’anima e il contatto con Dio»).

Di metafora in metafora, poi, Nesti conclude immaginando “undici ruoli diversi”, o “undici modi per mettere in pratica la Parola”, «che ogni giorno il Signore ci chiederebbe di interpretare seguendo le direttive della sua preghiera», il Padre Nostro: dalla priorità del rapporto con Dio alla prospettiva della vita eterna che relativizza i disagi, dai time out di preghiera alla necessità di “renderci compatibili con il progetto divino”, dalla capacità di accettare la sconfitta alla fede come “requisito-base” dell’esistenza, dalla necessità di non rimandare la conversione («rimandare di continuo la nostra trasformazione è sempre un errore») al pentimento che precede il perdono, dall’esigenza di capire le ragioni del prossimo e perdonare all’importanza di resistere alla tentazione di cercare “scorciatoie”, fino alla pace che avvolge l’uomo quando si lascia mettere «nella condizione di ritrovare i valori scolpiti nella sua coscienza di creatura del Padre».

Certo, si tratta di concetti spesso scontati per chi è già credente; ma chissà che, tradotti nel linguaggio sportivo, non possano stimolare la riflessione chi, oggi, si sta ancora interrogando sulla direzione da dare alla partita della propria vita.

Il mio allenatore si chiama Gesù
Autore: Carlo Nesti
Editore: San Paolo
Anno: 2014
Pagine: 96
Prezzo: € 10

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