Walter Rauschenbusch - L’ideale sociale di Gesù

Recensione del 21/9/2014

Per la maggior parte dei lettori, oggi, il nome di Walter Rauschenbusch risulta praticamente ignoto. E invece questo pastore evangelico, vissuto tra Otto e Novecento a New York, occupa un posto particolare nella galleria del pensiero cristiano per il suo impegno intellettuale, che lo portò a elaborare tra i primi le basi del Vangelo sociale. I principi della sua teologia, rielaborati in una vita a contatto con il vangelo e con la realtà dei quartieri proletari e multietnici della Grande Mela, vennero esposti nel 1916 nel suo L’ideale sociale di Gesù, un volume che propone in forma sistematica - e quasi didattica - il senso di una chiamata cristiana all’azione per una “vita sociale giusta”. Per la sua passione il libro ispirò generazioni di cristiani, e non stupisce che abbia “lasciato una traccia indelebile” nel pensiero dello stesso Martin Luther King, come lui stesso ebbe modo di ammettere. A distanza di quasi cento anni dalla sua pubblicazione il volume arriva anche in Italia, e permette di riflettere sulla cesura che, oggi come all’inizio del Novecento, spesso si frappone tra spiritualità e impegno, religiosità e azione.

A prima vista potrebbe sembrare che Rauschenbusch si serva del cristianesimo come di un mero strumento funzionale alla costruzione di una società più giusta; in realtà, nonostante la passione civile di Rauchenbusch sia così debordante da fargli inquadrare ogni passo biblico in quest’ottica, da una lettura attenta del testo si nota che l’autore non rinnega, e anzi riconosce apertamente l’importanza della conversione personale; allo stesso modo enfatizza il ruolo sociale di Gesù, ma senza disconoscere il suo ruolo messianico.

L’autore punta a svelare i principi etici che Gesù aveva in mente partendo da tre punti cardine: la sacralità della vita, la solidarietà spirituale e l’obbligo morale per i forti di sostenere i deboli. Di qui il suo pensiero connette i principi cristiani ai problemi sociali concentrandosi su un’interpretazione immanente di quel “Regno di Dio” di cui nel Padre Nostro ci viene insegnato a chiedere la venuta: nelle parole di Gesù, che cita costantemente e su cui basa le sue conclusioni, Rauschenbusch individua la necessità di impegnarsi nella direzione di un ordine sociale “cristianizzato”, una società più giusta, etica, sensibile alle necessità dei più deboli, dove le autorità interpretino il loro impegno per la comunità come un servizio e non come una posizione di potere, dove non vi sia un’accumulazione della ricchezza priva di una visione sociale, dove una religione non teorica e formale ma vitale e socialmente efficace sprigioni “energia morale”, contribuendo a un futuro di pace e di fratellanza (un tema, questo, particolarmente caro all’autore).

Il Regno di Dio rappresenta l’ordine sociale perfetto, un programma sociale da ricercare sostituendo l’amore alla violenza: un programma sociale che, però, parte dal “pentimento personale” e sfida il cristiano a proporsi (e raggiungere) un livello morale ed etico sempre più alto, capace di modellarlo costantemente in prima persona e, attraverso di lui, migliorare la società in cui vive.

L’ideale sociale di Gesù
Autore: Walter Rauschenbusch
Editore: Castelvecchi
Anno: 2014
Pagine: 189
Prezzo: € 22

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