Gershom Scholem - La stella di David

Recensione del 15/8/2014

La stella di Davide è ormai universalmente riconosciuta come il simbolo per antonomasia dell'identità ebraica, della sua storia, dei suoi drammi e delle sue aspirazioni: decorazione ed emblema, il suo percorso nell'ultimo secolo ha subito involuzioni ed evoluzioni, appropriazione e rifiuto, diventando un segno di riconoscimento per chi appartiene, sostiene, simpatizza per una specifica causa. Eppure la stella di Davide non è una stella, né apparteneva al re Davide: Gershom Scholem, professore di mistica ebraica, ne ha ricostruito le vicende in un interessante saggio pubblicato a Gerusalemme nel 1948 e ora disponibile anche in italiano.

Sarebbe affascinante se la stella che oggi campeggia sulla bandiera israeliana fosse stata davvero il sigillo del re David, ma - spiega Scholem, documenti alla mano - il celebre emblema è simbolo ben più recente rispetto a Davide, e oltretutto non è nemmeno una stella (magen, in ebraico, significa “scudo”). La sua origine è controversa, e passa attraverso la cabala, l'esoterismo e perfino l'alchimia; epoca dopo epoca assunse il ruolo di emblema, sigillo, talismano, e - seguendo una linea di sviluppo parallela - decorazione ornamentale e simbolo politico-religioso.

Nata, come tutti i simboli, «dal suolo fecondo dell'emozione umana», la stella di Davide inizialmente non era nemmeno l'emblema preferito dalla comunità ebraica: mai citata nella Bibbia e assente dai principali testi rabbinici, al successo della celebre stella - che un altro studioso definì «germoglio straniero nella vigna di Israele» - non è estranea l'esemplare essenzialità grafica che la caratterizza, attraverso la quale «trasmette qualcosa della vita emotiva in esso cristallizzata a chi lo osserva con occhi di credente»; eppure, viene da pensare, forse la stella deve una parte della sua celebrità anche alla “confusione”, a miti e leggende “a volte molto fantasiose” tramandate nel corso dei secoli, che pure nel saggio l'autore smonta con efficacia, ma che contribuirono a fissarla nell'immaginario collettivo. Per secoli il segno grafico e il suo significato viaggiarono insieme ma senza fondersi, incrociandosi e perdendosi di vista, fino a rendere la stella un “simbolo vuoto”, privo di significati religiosi; proprio questo, nel XIX secolo, rese possibile il suo recupero in chiave politica da parte del movimento sionista. Il tristo utilizzo, tra le due guerre, come «marchio di vergogna e di degradazione», contro tutte le aspettative non segnò il tramonto della stella, ma costituì «un suolo fertile di esperienza storica» dal quale il simbolo trasse un nuovo, più intenso significato: «il segno che nei nostri giorni è stato santificato dalla sofferenza e dal terrore - conclude Scholem - è diventato degno di illuminare il cammino verso la vita e la ricostruzione».

Dall'abisso alla speranza, l'affascinante storia della stella di Davide prosegue il suo cammino.

La stella di David
Autore: Gershom Scholem
Editore: Giuntina
Anno: 2013
Pagine: 134
Prezzo: € 10

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